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Cade in casa e va a Cona Muore due giorni dopo 

di Daniele Predieri
Cade in casa e va a Cona Muore due giorni dopo 

La procura chiede l’archiviazione: nessuna responsabilità dei 7 medici indagati La famiglia della vittima si oppone e fa riaprire il caso: udienza il 15 giugno

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Cadde in casa e venne subito soccorsa e trasportata a Cona, dove le vennero accertate fratture costali e fu ricoverata in reparto dove restò quasi due giorni, prima di morire. Morì perchè le fratture di alcune costole perforarono organi interni e innescarono una emorragia che la portò al decesso. Secondo i familiari e i figli, i sanitari che ebbero in cura la signora B.G, una anziana ferrarese di 82 anni, sottovalutarono le condizioni e gli esami eseguiti sulla anziana madre, avrebbero dovuto accorgersi della situazione che stava precipitando ma non le fecero, individuarono solo fratture costali e non ne ravvisarono altre, quelle che poi la portarono alla morte, che vennero scoperte durante l’autopsia.
Per questo motivo sulla morte dell’anziana è stata aperta un’inchiesta che vede indagati 7 medici: sanitari che per procura e medici legali non avrebbero responsabilità, in quanto tutti gli accertamenti e le perizie medico legali già eseguite non avrebbe portato a ravvisare responsabilità, non vi fu nessuna valutazione delle condizioni cliniche della donna e per questo prima il Filippo di Benedetto, poi la collega Ombretta Volta a seguito di un supplemento di perizia medico legale hanno presentato nei mesi scorsi la richiesta d’archiviazione.
Atto giudiziario contro cui i familiari della donna hanno fatto opposizione, attraverso il loro legale, l’avvocato Lovison, e il giudice Piera Tassoni ha fissato al 15 giugno prossimo la discussione dell’intero caso. In cui verranno rivisti tutti gli atti dell’accusa, quelli delle difese dei 7 medici indagati, i cui legali (Ciaccia, Venturi, Linguerri ) alla vigilia dell’udienza, rimandano al confronto tra le parti davanti al giudice , invitando a rammentare le risultanze che l’accusa ha già depositato: nessuna responsabilità dei medici. La famiglia e i figli però eccepiscono e con il legale hanno prodotto una corposa memoria e una controperizia di parte in cui vengono ravvisate comunque delle sottovalutazioni nella gestione del ricovero della anziana paziente, parlando di «comportamento omissivo di medici e sanitari che si sono succeduti e hanno avuto in cura la anziana paziente». Tutto accadde il 29 maggio 2016, un anno fa, quando l’anziana cade in casa e viene trasferita a Cona, dove i medici dopo le visite riscontrano varie fratture costali. La donna vista l’età viene trasferita in reparto e durante la degenza peggiora: due giorni dopo, la mattina del 31 maggio, muore.

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