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Doppia cifra e futuro Zigoni racconta tutto 

Doppia cifra e futuro Zigoni racconta tutto 

«Un premio se avessi raggiunto l’obiettivo. Voglio restare»

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Doppietta di Gianmarco Zigoni nell'ultima sfida di campionato contro il Bari. Uno Zigoni che è sembrato tra i più motivati: «Ci tenevo ad arrivare in doppia cifra e avevo anche un... premio sul contratto per questo - esordisce con il sorriso l'attaccante biancazzurro - quindi dovevo farlo per forza! Anche quest'anno sono arrivato a 11 gol, una volta qui li ho fatti in sei mesi, spero il prossimo anno di farne ancora di più. Io mi auguro di rimanere anche la prossima stagione, siamo arrivati in serie A dopo due annate incredibili, sono in prestito secco, spero che l'intento della società sia quello di trattenermi e vediamo con il Milan quello che potrà succedere. La mia speranza è grandissima e ci tengo a rimanere qui».
Primo gol voluto o cross sbagliato? «Sono andato via sul fondo e ho cercato di mettere questa palla in mezzo scavandola, non l'ho presa benissimo ed è venuto un pallonetto imprendibile per il portiere che era uscito magari prevedendo un cross».
Il secondo invece è stato un gol di caparbietà: «In quella azione c'era un rigore clamoroso che l'arbitro non ci ha dato. Dopo il tiro di Finotto sono stato fortunato che la palla mi è rimasta lì e da terra sono riuscito a metterla dentro. È stata una grandissima gioia sotto la Curva e ci tenevamo tantissimo ad arrivare primi davanti al Verona, in quel momento non sapevamo il risultato della gara di Cesena».
Se fosse stato concesso il gol contro la Pro Vercelli si sarebbe chiuso quel cerchio ideale con Zigoni papà, autore della rete che condannò la Spal alla serie B nel 1968, ma nelle statistiche rimarrà comunque che gli ultimi due gol in B della Spal prima della A sono di Zigoni junior: «Dopo la gara contro la Pro Vercelli ci ero rimasto male, fare un gol così che valeva la promozione e vederselo annullato in quel modo è stata una forte delusione, alla fine per fortuna è andato tutto bene a Terni ed è passata. Ci tenevo alla doppia cifra, nel girone di ritorno da titolare non ho giocato tantissimo, quindi volevo chiudere al meglio».
Ora riposo... «Vado in vacanza e sarò prontissimo per il primo giorno di ritiro».
Per Giacomo Poluzzi, portiere acquistato al mercato di gennaio, contro il Bari è arrivato l'esordio in B con la maglia della Spal: «Sono veramente felice, è stata un'emozione indescrivibile e di certo indimenticabile, era il sogno di una vita approdare in serie B e giocare. Qui penso di avere coronato quello che ho sempre cercato di ottenere con il lavoro in tutti questi anni. Nel riscaldamento c'era un po' di tensione perchè ero emozionato, avevamo già parlato questa possibilità in settimana, poi una volta entrato ho cercato di stare più tranquillo possibile, la tensione è andata via subito e sono contentissimo».
Anche una parata complicata: «Sì, su un colpo di tacco, diciamo che è stata una parata importante in quel momento, e sono contento di avere esordito anche solo per metà tempo dando il mio contributo».
Tanta strada percorsa fino ad un Paolo Mazza con 8.000 persone: «Ho avuto anni che mi hanno preparato per arrivare a un palcoscenico come questo: Alessandria è un'ottima piazza poi sono stato al Sud e ho avuto la fortuna di giocare in campi come Lecce, Catania e Foggia quindi ero pronto per vivere una giornata così bella in uno stadio pieno».
E l'anno prossimo davanti alla porta della Spal arriverà pure Higuain...: «Credo che non ci siamo ancora resi conto bene di quello che abbiamo fatto e di ciò che ci riserverà il futuro. Andare a giocare a San Siro, allo Juventus Stadium o all'Olimpico contro campioni mondiali sarà splendido, lo faremo con la consapevolezza delle nostre possibilità».
L'ultima gara stagionale è stata anche l'occasione di giocare titolare per Tommaso Silvestri, difensore che è stato tra i meno impiegati quest'anno in tutta la rosa biancazzurra: «Diciamo subito che bisogna rendersi conto di quello che abbiamo fatto quest'anno perchè penso sia qualcosa di impensabile e pazzesco. Ognuno di noi deve essere orgoglioso, chi ha giocato una, dieci, venti o quaranta partite. Ognuno ha dato il contributo in ogni momento e durante gli allenamenti. È giusto che si continui a festeggiare perchè è una vittoria di un gruppo eccezionale, di una dirigenza che ha saputo in quattro anni prendere una società ormai fallita e portarla nel calcio dei grandissimi. Questa credo sia una cosa che rimarrà nella storia e che porteremo nel nostro cuore».
Silvestri ha visto tutto il percorso dall'inizio: «In certi momenti un giocatore come posso essere io deve avere la maturità di capire e di anteporre il gruppo "all'io". Penso di avere avuto questa maturità, ed è una cosa che pagherà prima o poi. Tutto quanto ho dato finora, nel calcio, mi ha ripagato. Il fatto che in questi 4 anni io, Manuel Lazzari e Nicolas Giani siamo passati dalla C2 a conquistare una vittoria e promozione storica in A è qualcosa di inarrivabile. Noi siamo riusciti a riportare questa piazza in A».
Il mister ha citato Silvestri ad esempio... «Mi fa piacere. Nel calcio e nella vita mi sono sempre comportato bene, quando arrivi in un gruppo come questo e ti giochi così tanto come obiettivo, sai che devi per forza renderti conto di quello che puoi fare e puoi dare. Che, e non fraintendetemi, non è meno di Schiattarella o meno di Floccari: io in allenamento mi devo allenare il doppio degli altri per fare rendere al meglio i miei compagni il sabato o la domenica. Sono straorgoglioso di quello che ho fatto e sono felice che anche il mister se ne sia reso conto ma non avevo dubbi su questo».
Andrea Tebaldi

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