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le polemiche sui contenitori 

Intellettuali all’attacco Catenaccio della giunta

Intellettuali all’attacco Catenaccio della giunta

Le associazioni culturali ferraresi sono una ricchezza aggiuntiva per la città. Non solo perché creano aggregazione ed eventi, ma anche spunti utili di riflessioni. A volte, a dire il vero, si ha...

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Le associazioni culturali ferraresi sono una ricchezza aggiuntiva per la città. Non solo perché creano aggregazione ed eventi, ma anche spunti utili di riflessioni. A volte, a dire il vero, si ha anche l’impressione che alcuni suoi rappresentanti siano una sorta di contestatori a prescindere. Più che un “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, di bartaliana memoria, vengono in mente i personaggi del Muppet show, quelli appollaiati sul palco sempre pronti a criticare con arringhe taglienti come una rasoiata di Cristiano Ronaldo e con l’indice sempre puntato. Ferrara è città di cultura, ma anche di polemiche. Come quella che tiene banco da qualche tempo in merito al futuro utilizzo del Castello Estense, quell’altra sul nuovo impiego di palazzo Diamanti dopo il restauro e per finire sulla prossima destinazione del Museo del Risorgimento, chiamato a una delicata coabitazione a Casa della Patria, sede di altre associazioni. Il dibattito in queste settimane non manca: da Ranieri Varese a Gianni Venturi; da Andrea Malacarne e per ultimo Carlo Bassi, non hanno risparmiato osservazioni e preoccupazioni, sia pure con sfumature e toni diversi, sul futuro culturale della città. L’asse Franceschini-Tagliani, in perfetta sintonia, ha idee molto chiare e non arretra di un millimetro. Fa più catenaccio di Herrera e Rocco messi insieme. Ci sono anche finanziamenti da prendere al volo e treni che potrebbero anche non ripassare. C’è soprattutto da svecchiare la concezione museale che nei decenni scorsi ha contraddistinto la città, talmente poco conosciuta al punto che molti ferraresi ancora oggi non sanno dell’esistenza di una Pinacoteca nazionale a palazzo Diamanti. La giunta, in accordo a quanto pare con il Mibact a guida ferrarese, prima di chiudere il mandato vuole fare ordine. È fondamentale però dare ascolto anche alle osservazioni e alle istanze proposte dagli intellettuali ferraresi, fare scelte condivise con le associazioni, anche se non è facile mettere tutti d’accordo. Ha colpito in città la lettera aperta che Carlo Bassi ha inviato al sindaco Tagliani per perorare la causa del Museo del Risorgimento, proponendo un suo trasferimento non nella già sovraffollata Casa della Patria ma promuovendolo nelle sale del Castello. Dall’alto della sua esperienza professionale, Bassi ha fatto rilevare una cosa fondamentale. Lui da Milano vede le cose con distacco, ma in un’ottica meno legata alla politica. L’autore di “Perché Ferrara è bella”, sublime atto d’amore per la sua città, ci fa capire che una buona idea, rimane tale soprattutto se non ha secondi fini. Una lezione da tenerne conto per le scelte future. (g.p.z.)

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