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Massei emozionato e felice «Adesso guai fermarsi» 

Massei emozionato e felice «Adesso guai fermarsi» 

Il miglior biancazzurro di tutti i tempi ha assistito alla partita con il Bari «Bellissimo, una grande gioia. Ora servono tre rinforzi di livello superiore»

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C’era anche lui l’altra sera in occasione di Spal-Bari. Seduto in tribuna d’onore, sempre signorile ed elegante, gli occhi lucidi per l’emozione. Oscar Massei, il più grande giocatore biancazzurro di tutti i tempi, non ha mancato l’appuntamento con la partita della festa, dello storico primo posto, del suggello al ritorno in serie A. Lui che la promozione dalla B la conquistò, con la Spal del 64/65. Lui che la massima categoria l’ha illuminata con la sua classe, il suo carisma, le sue qualità tecniche e umane. Bandiera biancazzurra dal 1959 al 1968.
Oscar Massei ha ricevuto l’affetto dei tifosi. Saluti, strette di mano, fotografie. «Sono... diversamente giovane per ricordarmi di lei», gli ha sussurrato con deferenza un autentico appassionato. Oscar non ha battuto ciglio, il pudore che lo ha sempre contraddistinto gli ha impedito di manifestare sentimenti che pure battono forti in lui. Ferrara continua ad amarlo, e lui ama Ferrara.
«Bellissimo, bellissimo - ha mormorato Massei osservando lo stadio tutto colorato di biancazzurro, ascoltando i cori dei tifosi -... Per me è una grande gioia vedere la Spal di nuovo in serie A. Ma adesso non bisogna fermarsi».
Da intendersi non come puntare a traguardi eccessivi, ma a consolidarsi in categoria. In che modo ci si potrà riuscire? Nel senso: in che maniera bisognerà rinforzare la squadra?
«Servirà un giocatore superiore a quelli attuali, non perchè non siano bravi, ma perchè la serie A impone alcune figure di riferimento. Ma dovrà essere uno “sano”».
Bozzao ha detto che serve un Massei, ma che bisogna pescarlo in Argentina...
«Eh, là sicuramente ci sono tanti buoni giocatori. Ma in Argentina non dormono, sono scaltri negli affari di mercato. Paolo Mazza all’epoca si muoveva in anticipo su tutti, aveva fiuto e competenza nello scovare giocatori, giovani ed esperti. Adesso il calcio è cambiato, ora non è facile arrivare prima della concorrenza, perchè tutte le squadre hanno una rete di osservatori, ci sono intermediari, il potere economico ha un peso notevole. Detto questo, la Spal avrà bisogno di due otre elementi di tasso superiore. Se li prende, fa la serie A tranquillamente. Ricordiamoci che per prima cosa dobbiamo salvarci». (p.n.)

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