Prima le fiamme e poi due boati: auto distrutte
Portomaggiore, esplose le bombole gpl in una carrozzeria. Il fuoco partito da una batteria in carica
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ùPORTOMAGGIORE. Prima le fiamme e poi due boati, uno più forte dell’altro. Si è sfiorata la tragedia ieri mattina attorno alle 11 nella via provinciale per San Vito al civico 2 di Portomaggiore, proprio davanti alla caserma dei Vigili del fuoco. Il titolare del capannone che ospita anche l’autocarrozzeria Valle stava, nel magazzino adiacente, mettendo a posto una delle auto storiche e a quanto pare ha lasciato la batteria attaccata ad uno dei motori, allontanandosi poi per qualche minuto. Dalla stessa sarebbero partite le prime scintille e quindi la fiammata che, complice il vento, ha subito investito e avvolto tutto quello che c’era intorno: in primo luogo la Citroen su cui stava lavorando il signor Frighi, proprietario del capannone, e quindi sono arrivate alla Fiat Topolino Belvedere e alla Lancia Fulvia che sono letteralmente esplose perché sulle stesse era stato montato l’impianto a gas. Due bomboloni da circa 40 litri ciascuno, anche se non è facile quantificare quanto gas fosse presente. I pezzi delle auto sono arrivati fino a diversi metri di distanza, nello spiazzo davanti come anche nella proprietà della ditta confinate, la Fornasari lampadari.
Il fatto che i vigili del fuoco avessero la sede proprio di fronte, ha permesso di intervenir ein maniera più che tempestiva, impedendo alle fiamme di arrivare nella vicina autofficina che comunque ha visto danni importanti al forno di verniciatura che si trova sul retro. Nella piccola officina che il signor Frighi, pensionato, teneva aperta per portare avanti la sua grande passione per le auto, tutto è andato distrutto. Restano il telaio in ferro, l’anima delle auto bruciate e gli attrezzi da lavoro per la maggior parte carbonizzati. La squadra dei vigili del fuoco di Portomaggiore ha lavorato per diverse ore, domando le fiamme prima e quindi procedendo con la messa in sicurezza dell’area, portando via altre bombole presenti nel magazzino e abbattendo parte della struttura pericolante. Tra la stessa e l’autofficina, è presente anche un altro magazzino che potrebbe aver subito danni seri ai muri portanti e che è dunque stato chiuso e sottoposto a sequestro per poter portare avanti tutti i rilievi tecnici. Non dovrebbe avere avuto invece danni strutturali la carrozzeria, anche se i tecnici dovranno valutare in queste ore portando avanti rilievi più approfonditi.
Sul posto è stata chiamata anche una squadra dell’Arpa perché diversi sono i materiali andati a fuoco e sono state fatte anche tutte le analisi dal punto di vista ambientale. In particolare l’attenzione si è concentrata su alcune parti della struttura che potrebbero essere state fatte con l’amianto, amianto che scoperchiato e bruciato dovrebbe essere smaltito nel più breve tempo possibile e con tutte le precauzioni del caso.
Controlli e messa in sicurezza ma solo a scopo precauzionale anche la vicina azienda di lampadari. Qui il capannone ha resistito ai violenti scoppi ed anche i vetri non hanno visto danni. All’interno, però, si sarebbe aperta una crepa, già presente, ma che si sarebbe allargata in maniera significativa. Diversi anche i pezzi di auto e quanto latro finiti nel giardino, nel cortile e nel campo vicino.
A dare l’allarme la stessa famiglia Frighi che abita in una casa nella stessa corte. La signora Frighi si è accorta delle fiamme al momento del primo scoppio e per fortuna non si è avvicinata ma ha subito avvertito i vigili del fuoco. Nessuno è rimasto ferito.
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