processo sulla morte di due operai
Tanti errori su Valle Lepri
SAN GIOVANNI OSTELLATO . La messa in opera delle chiuse era totalmente difforme dal progetto, che sarebbe dovuto essere modificato in corso d’opera. E poi nessuna norma di sicurezza venne rispettata,...
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SAN GIOVANNI OSTELLATO . La messa in opera delle chiuse era totalmente difforme dal progetto, che sarebbe dovuto essere modificato in corso d’opera. E poi nessuna norma di sicurezza venne rispettata, nemmeno due banali salvagente, funi per ancorare gli operai, che dovevano essere vigilati da un terzo collega dall’alto. Queste le accuse- una estrema sintesi - che la procura muove al processo per la tragedia di Valle Lepri, avvenuta il 22 febbraio 2013 quando morirono due operai Fabrizio Veronese e Guglielmo Bellan, 53 anni. Accusa che verte sulle conclusioni dei periti che ieri sono sfilati ieri davanti al giudice Carlo Negri e al pm Ciro Savino e ai difensori dei 5 imputati (tre tecnici pubblici e due della ditta per cui lavoravano gli operai morti): Ettore Alberani e Bruno Droghetti, dirigenti Aipo e Idrovia ferrarese e Vittorino Malagò coordinatore sicurezza, Maria Antonietta Strazzullo e il direttore cantiere Federico Tita per la ditta General Montaggi.
I due operai morirono annegati dentro le chiuse mentre stavano lavorando alle paratie: le difese ieri all’udienza hanno contrastato in modo duro le tesi dell’accusa e le conclusioni dei periti: il confronto continuerà venerdì prossimo, 27 maggio.
I due operai morirono annegati dentro le chiuse mentre stavano lavorando alle paratie: le difese ieri all’udienza hanno contrastato in modo duro le tesi dell’accusa e le conclusioni dei periti: il confronto continuerà venerdì prossimo, 27 maggio.
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