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Cantiere Certosa a metà dell’opera 

Cantiere Certosa a metà dell’opera 

Ieri affollata visita guidata ai lavori a claustro e chiostri. Ex Mof finito in autunno

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« Nel V° anniversario del terremoto - ha ricordato ieri in Certosa l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi - non abbiamo voluto promuovere convegni o celebrazioni retoriche, ma aprire alla città alcuni cantieri; come questo della Certosa e nel pomeriggio quello della palazzina ex Mof dove potremo ammirare gli affreschi di Cattabriga». L’assessore nell’elencare altre strutture dove si sta lavorando come Palazzo Massari, Diamanti, Casa Niccolini e dove presto inizieranno i lavori come al Teatro Comunale, Porta Paola, Schifanoia, ha sottolineato giustamente la grande efficienza dimostrata nell’affrontare l’emergenza ed i danni del sisma, in tempi brevi. Situazioni che invece si trascinano in molte altre parti d’Italia.
Due le figure che hanno poi illustrato ad un notevole gruppo di cittadini intervenuti, cosa si sta facendo alla Certosa: l’architetto Natascia Frasson dirigente Servizio beni Monumentali e lo storico Francesco Scafuri entrambi del Comune di Ferrara.
«Il sisma ha provato la debolezza di questa struttura dove i secoli, le intemperie e da ultimo il terremoto hanno gravemente danneggiato loggiati e tetti tanto da rendere inagibili gran parte dei claustri - ha esordito l’architetto nella zona adiacente il Famedio di Borso - Il progetto degli interventi di miglioramento e rafforzamento locale ha infatti l’obiettivo di aumentare il grado di sicurezza delle strutture senza modificarne il comportamento globale in termini di rigidezze». Nelle strutture in elevazione è in corso la bonifica delle murature mediante tecniche tradizionali in modo da garantire l’omogeneità strutturale dei paramenti; nelle strutture lignee, tra l’altro, si riparano le lesioni mediante l’inserimento di cunei forgiati in metallo. «Ad oggi - ha precisato l’architetto - il cantiere ha preso in esame oltre al primo gran claustro, il chiostro Ferrarini, la cella Ragazzi, Trotti Mosti, Pareschi e Borso e complessivamente siamo a metà dell’opera. L’ex Mof sarà ultimata in autunno».
Scafuri ha ricordato che «fu Borso d’Este a promuovere nel 1452 la costruzione di un monastero certosino lontano dal centro abitato come imponeva la regola dell’ordine. Ma durò poco in quanto dopo l’Addizione erculea si trovò racchiuso entro le Mura perdendo così la caratteristica di eremo.Nel 1498 accanto alla primitiva chiesa il duca Ercole I iniziò la costruzione del nuovo grande tempio di S. Cristoforo, ad una navata, sei cappelle laterali rappresentando una delle opere più originali del rinascimento ferrarese». I monaci certosini nel 1600 s’impegnarono in aiuto alla popolazione colpita dalla peste a cui portavano i loro decotti con le erbe coltivate negli orti.
Margherita Goberti

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