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È trascorso poco più di un mese, da quando è stata celebrata la risurrezione di Gesù. A quel tempo Lui è apparso vivo ai suoi apostoli, parlando con loro, facendo toccare loro le ferite, mangiando con loro, per far riconoscere loro che non è un cadavere, ma un uomo risorto, vivo, luminoso, anche se con i segni della crocifissione.
Gesù sta cercando di condividere la vita da risorto con i propri amici, ma sta per giungere la fine di questo tempo, (con l’Ascensione al cielo), in cui lascerà definitivamente questo mondo, per rimanere per sempre con il Padre, in paradiso. Il vangelo di questa domenica narra uno dei dialoghi di Gesù, prima della sua morte, nell’ultima cena con gli apostoli. Gesù dice: «Non vi lascerò orfani, verrò da voi». Già aveva preannunciato la sua morte, e queste sue parole vogliono preparare e portare consolazione ai suoi amici, dopo la sua morte. Parole che certamente non hanno capito. Ma anche per noi la risurrezione non è facilmente comprensibile. Gesù afferma che il Padre, nel momento in cui non sarà più sulla terra, manderà un altro “Paraclito”, “colui che sta accanto”, che è lo Spirito santo, che rimane con noi per sempre. Come a dirci che Dio non vuole abbandonare il popolo che ama, ma gli vuole donare la sua presenza e la sua forza. Certo il “Paraclito” è donato a tutti coloro che sono battezzati, ma perché sia davvero un dono fruttuoso per la vita di ciascuno, è necessario conoscere le parole di Gesù e provare a viverle tutti i giorni. Gesù chiede ai suoi apostoli se davvero lo amano, e se concretamente hanno fede nelle Sue parole. Tutto si gioca sull’amore.
Questo vale anche per noi oggi: come non riconoscere che la nostra vita è bella e vera se investiamo e doniamo il nostro tempo, le nostre forze, in ciò che amiamo? Quanti sacrifici siamo in grado di compiere per chi reputiamo fondamentale per la nostra esistenza? Ebbene Gesù ci fa riconoscere che se cerchiamo di accogliere e osservare i suoi comandamenti, cioè le sue parole, è perché lo amiamo, è perché Egli è diventato indispensabile per la nostra gioia e lo riconosciamo vivo nella nostra vita.
La vita che Gesù è venuto a portare e dona continuamente ad ogni uomo è il suo amore, la sua disponibilità ad accogliere ogni persona, la parola buona che sempre ha per ciascuno, perché Egli è risorto, quindi vivo. Amarlo vuol dire fidarci di Lui, è questo il passo che Gesù chiede a chi sceglie di camminare insieme a Lui, per poter piano piano scoprire la ragionevolezza del credere in Lui, che è morto e risorto, quindi ancora oggi, e per sempre, vivo in mezzo a noi. Sono queste, parole non scontate, e che necessitano di un briciolo di fede per esser comprese. Ma questo è il presupposto dell’essere cristiani.
don Giampiero Mazzucchelli

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