il giudizio di tre tecnici
«La gara con Bologna? Una corsa da giocare»
Il professor Carlo Feo, noto chirurgo del Sant’Anna, ha assunto da circa tre mesi la direzione dell’Unità operativa provinciale di Chirurgia dell’Asl. Il suo obiettivo è avviare il piano di...
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Il professor Carlo Feo, noto chirurgo del Sant’Anna, ha assunto da circa tre mesi la direzione dell’Unità operativa provinciale di Chirurgia dell’Asl. Il suo obiettivo è avviare il piano di integrazione dell’attività chirurgica fra l’azienda sanitaria locale e l’azienda ospedaliera. «Il polo di Cona, che esegue interventi ad alta complessità, fatica da tempo a garantire tempi più brevi per gli interventi a priorità medio-bassa - spiega il neo-direttore - mentre in provincia esistono strutture, come l’ospedale di Argenta, che hanno una buona base anche strutturale per aumentare l’attività. Per l’ospedale del Delta i margini sono più stretti perché il bacino d’utenza è più vasto. L’integrazione Asl-Sant’Anna porterebbe un abbassamento della pressione su Cona, che potrebbe aumentare l’attività a più alta specializzazione, e far crescere il numero dei pazienti trattabili in tempi brevi valorizzando gli altri ospedali del territorio».
Giuseppe Balicchi, ex direttore generale dell’azienda Sant’Anna dal 1994 al 1999, esprime intanto la sua preoccupazione per le fragilità della sanità ferrarese. Costi troppo alti rispetto alle altre realtà regionali e una “sottoproduzione” di attività rispetto alla richiesta di servizi della popolazione locale drenano risorse da un sistema già in affanno - dice - mentre «per fronteggiare il disavanzo di bilancio si tagliano servizi». Mali antichi che hanno alienato a Ferrara le simpatie di altri territori ed enti della regione, scrive Balicchi, che «non accettano di finanziare una provincia spendacciona e improduttiva». Medicina e Unife rischiano di finire «inglobate» in una realtà più grande perdendo autonomia e risorse, con un indebolimento dell’università, il cui valore aggiunto deve essere attentamente considerato «nei programmi locali di sviluppo». Un po’ più di «autostima» potrebbe aiutare guardando «con orgoglio ai risultati ottenuti dal “sistema Spal”», conclude Balicchi.
Fosco Foglietta, ex direttore generale dell’Asl di Ferrara dal 2002 al 2010 e oggi presidente di Cup 2000, società pubblica che fornisce servizi alla sanità regionale come il Centro Unico di Prenotazione e il Fascicolo sanitario elettronico, è convinto che il modello hub & spoke (Cona punto di riferimento per gli altri tre ospedali della provincia) sia «vincente» perché il governo clinico integrato Asl-azienda ospedaliera può giovare a tutto il territorio. È la via seguita in Toscana o in Romagna». Il rapporto conflittuale con Bologna? «Bisogna accettare le sfide, anche quella con la città metropolitana - conclude Foglietta - si può collaborare e se i rischi ci sono non è detto che il sistema locale ne uscirà indebolito». (gi.ca.)
Giuseppe Balicchi, ex direttore generale dell’azienda Sant’Anna dal 1994 al 1999, esprime intanto la sua preoccupazione per le fragilità della sanità ferrarese. Costi troppo alti rispetto alle altre realtà regionali e una “sottoproduzione” di attività rispetto alla richiesta di servizi della popolazione locale drenano risorse da un sistema già in affanno - dice - mentre «per fronteggiare il disavanzo di bilancio si tagliano servizi». Mali antichi che hanno alienato a Ferrara le simpatie di altri territori ed enti della regione, scrive Balicchi, che «non accettano di finanziare una provincia spendacciona e improduttiva». Medicina e Unife rischiano di finire «inglobate» in una realtà più grande perdendo autonomia e risorse, con un indebolimento dell’università, il cui valore aggiunto deve essere attentamente considerato «nei programmi locali di sviluppo». Un po’ più di «autostima» potrebbe aiutare guardando «con orgoglio ai risultati ottenuti dal “sistema Spal”», conclude Balicchi.
Fosco Foglietta, ex direttore generale dell’Asl di Ferrara dal 2002 al 2010 e oggi presidente di Cup 2000, società pubblica che fornisce servizi alla sanità regionale come il Centro Unico di Prenotazione e il Fascicolo sanitario elettronico, è convinto che il modello hub & spoke (Cona punto di riferimento per gli altri tre ospedali della provincia) sia «vincente» perché il governo clinico integrato Asl-azienda ospedaliera può giovare a tutto il territorio. È la via seguita in Toscana o in Romagna». Il rapporto conflittuale con Bologna? «Bisogna accettare le sfide, anche quella con la città metropolitana - conclude Foglietta - si può collaborare e se i rischi ci sono non è detto che il sistema locale ne uscirà indebolito». (gi.ca.)
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