La Nuova Ferrara

Ferrara

La memoria del sisma nel nuovo Centro aperto a Bondeno 

La memoria del sisma nel nuovo Centro aperto a Bondeno 

Raccolti tutti i documenti sulle tremende scosse Ieri l’inaugurazione e il momento del ricordo

2 MINUTI DI LETTURA





La memoria collettiva di tutto ciò che ha rappresentato il sisma, a Bondeno, ha da ieri un luogo fisico in cui essere conservata. Nel Centro di documentazione sisma (DocSì) voluto dal Comune in collaborazione con l’associazione TerraInMoto, e inaugurato nella biblioteca Meletti di via dei Mille. All’inaugurazione dello scaffale storico-documentario erano presenti il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Ln, Alan Fabbri, con l'assessore regionale Paola Gazzolo, e anche monsignor Marcello Vincenzi, per la benedizione. «La ricostruzione pubblica procede, anche se per alcune opere abbiamo atteso cinque anni - ha ricordato sindaco Bergamini - mentre la burocrazia e le leggi dello Stato stanno rallentando la ricostruzione privata, ancora molto indietro». L’assessore regionale Gazzolo ha ricordato la priorità data da subito alle scuole, perché l'obiettivo era quello di non far perdere giorni al rientro degli studenti. «Un obiettivo che è stato centrato. Così come quello di arrivare alla realizzazione dei nuovi plessi scolastici antisismici all'interno del cratere emiliano».
Nei faldoni conservati in biblioteca, tutti i dati del sisma. E dall’archivio dell’assessorato alle politiche sociali riaffiora come «il 23 maggio 2012 tre giorni dopo le prime tragiche scosse, si riportano 24 pernottamenti a Pilastri, 48 (con 47 pasti serviti) in bocciofila. 106, complessivamente, le cene più pernottamento messe a disposizione alle medie di Bondeno. Circa una settimana dopo, troviamo già cifre diverse: le persone ospiti in bocciofila, nella notte del 31 maggio, sono state 71 (39 adulti e 32 minori); nel centro allestito alle scuole medie, avevano preso riparo 64 persone, di cui 53 adulti e 11 minori. A Pilastri, 64 persone alloggiate nella palestra. Nel centro di Scortichino, 83 persone hanno dormito sotto le tende allestite dalla Protezione civile. A queste si aggiungono le 76 che hanno deciso di trascorrere la notte nel convoglio di pronto intervento dell’esercito, in stazione». Numeri in crescendo, per la paura delle persone di tornare nelle proprie case, in presenza di scosse continue, ma che crescevano anche in parallelo con il numero di inagibilità degli immobili, salito a 533 edifici già il 29 maggio, giorno della seconda scossa. Alan Fabbri allora era sindaco e ha voluto ieri dedicare «un pensiero a chi è deceduto in quelle ore mentre lavorava. Ma anche a forze dell’ordine, volontari, dipendenti comunali, psicologi e tutti coloro che hanno portato conforto in quelle ore terribili». Dopo l’introduzione dell’assessore Francesca Poltronieri, interventi di Serenella Dalolio (curatrice del centro), Riccardo Caputo, Romano Camassi, Giovanni Santarato, oltre che degli studenti delle superiori di Bondeno. La commemorazione si è conclusa con un pranzo comunitario, a scopo benefico.
Mirco Peccenini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google