Arrestati i "predoni" della città: 55 furti in sei mesi
La banda di 16 persone (tutte straniere, solo due ancora ricercate, tra loro anche una donna) aveva base operativa e magazzino dove tenere la refurtiva in Corso Piave in città: rubavano da garage, cantine, case e dalle auto in sosta. Tutto e di più: attrezzi, pc, videocamere, tablet, biciclette da corsa. Poi caricavano furgoni e li portavano in Ucraina o Moldavia
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FERRARA. Rubavano di tutto e di più: in sei mesi 55 furti, la maggior parte a Ferrara e provincia e poi quelle vicine, Bologna, Ravenna, Modena e Reggio Emilia.
Computer, bici da corsa costosissime, attrezzi edili o da giardinaggio, telecamere e videocamere e macchine fotografiche, tablet e I Pad e pc a non finire e tante auto, 22 vetture, tutte recuperate e restituite ai proprietari, ha spiegato il comandante Gruppo carabinieri, il colonnello Andrea Desideri, facendo il punto della maxioperazione che ha impegnato 250 carabinieri nelle province elencate, assieme al maggiore Marcello Mari, comandante Compagnia e Norm Ferrara che ha svolto le indagini.
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Delle 16 persone individuate, 14 sono state arrestate questa mattina: due sono ancora ricercate nel Bolognese. Sono uomini tra i 20 e i 40 anni, moldavi ed ucraini, una sola donna, che aveva in affitto la casa e il garage, in Corso Piave, in città, dove c’era di fatto, la sede della banda. La banda del buco (chiamata così per la tecnica usata per razziare cantine e garage, bucando i portoni) ha operato da maggio a novembre dello scorso anno, e poi dopo aver raccolto la refurtiva nella casa in Corso Piave e in un’altra casa in città, partivano con bus e pulmini per andare a venderla in Ucraina e Moldavia sul mercato nero.
«Predoni», li ha chiamati il colonnello Desideri sena scrupoli, con precedenti penali per furti e altro, alcuni residenti in città, altri senza fissa dimora e solo un paio irregolari: molti ad esempio, in regola solo in apparenza, poichè avevano passaporti rumeni, dunque comunitari.
Una banda che agiva dopo aver studiato i colpi, con gruppi che facevano i sopralluoghi, ma che agiva anche in modo occasionale: si trovavano la sera davanti a bottiglie di birra, il capo del gruppo chiedeva chi volesse prendere parte al furto e via, a realizzare il colpo applicando il resoconto dei sopralluoghi operati. Partivano alle 10 di sera e colpivano tra le 2 e le 5 di mattina, quando tutti dormivano, anche dentro le case con gli abitanti a letto.
Una banda organizzata, anche se non viene contestato il reato di associazione a delinquere. E in alcuni casi anche ladri improvvisati.
In un caso, un furto venne realizzato in bicicletta: il ladro tornò a casa con un decespugliatore appoggiato al manubrio. Ladri e criminali anche non esperti: durante il blitz di oggi (lunedì 22 maggio) i carabineir hanao fermato alcuni di loro con l’auto che avevano da poco rubato: una Golf nuovo modello subito restituita al proprietario.
Le indagini durate 6 mesi hanno portato il pm Ciro Alberto Savino a chiedere e ottenere dal gip Silvia Marini le catture della banda. Nei prosismi giorni gli interrogatori di garanzia.
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