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Gli escursionisti tornano in valle 

Gli escursionisti tornano in valle 

Camminata nella “zona rossa” per la Giornata dei sentieri. Riprese anche le prenotazioni per le visite

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ARGENTA. Gli argentani e non solo loro, vogliono riprendersi la libertà. Quella tranquillità di potersi muovere ovunque e iniziare a cancellare quel condizionamento provocato da una quarantina di giorni dal fuggitivo Igor/Norberth Feher. Le spese di questa situazione, più o meno le hanno fatte tutti a partire dai più piccoli che hanno dovuto rinunciare ai vari programmi previsti in occasione delle manifestazione “Argenta città bambina”. Ma, mentre nelle valli argentane continuano le ricerche dell’uomo che ha ucciso a Budrio e a Portomaggiore, a dare un primo segnale di tranquillità, ci ha pensato una trentina di iscritti alla sezione argentana del Club alpino italiano.
Ieri mattina il gruppo, in piena zona rossa, ha percorso quasi 10 chilometri da Consandolo al rifugio “Casetto” Cai di Argenta. Una camminata con la presenza di giovani e “meno giovani” lungo il sentiero dedicato al compianto presidente del Cai Daniele Zagani, una pista ciclopedonale meglio conosciuta come percorso “Primaro”. E se i “montanari” si son fatti coraggio, sulla stessa lunghezza d’onda vanno considerate le prenotazioni di gruppi(ieri era presente uno da Monza) che vogliono navigare sul “pesce di legno”, la barca a motore elettrico che consente di visitare l’oasi di Campotto.
La stessa cosa vale per la ristorazione a Campotto che pian piano sta riprendendo i suoi tanto auspicati ritmi primaverili. Un segnale di distensione dunque che va sommato alla grande feste del volontariato che si è svolta in contemporanea in piazza Marconi con il coinvolgimento di tanti bimbi in occasione della Scout color run, una corsa colorata organizzata dal gruppo scout argentano del “comandante” Davide Mancini.
Intanto proseguono senza particolari cambiamenti, le ricerche del killer che ha ucciso il barista di Budrio Davide Fabbri e la guardia volontaria Valerio Verri e ha ferito l’agente della polizia provinciale Marco Ravaglia.
Anche ieri mattina, le pattuglie dei carabinieri hanno mantenuto alcuni capisaldi(uno su tutti sulla via Cardinala all’incrocio con via del Catino, sul ponte del fiume Reno, ad Argenta) mentre s’è notato un fitto via e vai di pattuglie dell’Arma lungo la via Rangona, tra Bando e Portoverrara con persino una postazione di carabinieri all’incrocio tra via Fornatosa e via Portoni-Bandissolo. Quest’ultima strada bianca è ormai arciconosciuta visto che, nel 2010, Igor/Norbert Feher, la conosceva molto bene tanto da nascondersi in un casolare disabitato, dove venne poi arrestato dai carabinieri di Argenta al termine di una articolata indagine.
Giorgio Carnaroli

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