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Ferrara

Paese in lutto per la morte del motociclista Magnani 

di Samuele Govoni
Paese in lutto per la morte del motociclista Magnani 

Mirabello, ieri ultimo saluto al 62enne deceduto nello schianto in via delle Donne Un addio “a motori” per il mirabellese doc, conosciuto e stimato dalla comunità

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MIRABELLO. C’era un’atmosfera silenziosa e di raccoglimento; un’aria quasi mistica aleggiava ieri mattina a Mirabello. In ogni angolo era palpabile in modo evidente che la comunità stava vivendo, e partecipando, al cordoglio per il dramma che aveva colpito una famiglia conosciuta, stimata e apprezzata in paese. Una famiglia di Mirabellesi doc. Il segnale più evidente di questa partecipazione era rappresentato dalla gente che era posizionata, a semicerchio, davanti al piazzale della chiesa in attesa dell’arrivo del feretro di Maurizio Magnani.
Lo sfortunato motociclista di 62 anni che nella mattinata di domenica 15, mentre era a bordo della sua moto Suzuki nera, ha perso la vita in un incidente mortale mentre stava percorrendo via delle Donne. L’arteria che collega San Carlo con la Cispadana. La gente si era volutamente posizionata sul piazzale per aspettare l’arrivo del feretro e accoglierlo come in un grande abbraccio. In questo modo, parenti, amici e conoscenti, hanno voluto dimostrare la loro vicinanza al doloroso momento che stavano vivendo la moglie Roberta e la figlia Elisa. Nell’attesa si ricordava come il beffardo gioco del destino abbia reso ancor più tragico il dramma. Infatti, Maurizio Magnani ha perso la vita il giorno dopo che aveva accompagnato all’altare la figlia Elisa mentre la moglie Roberta ha perso il marito nel giorno della festività della mamma. «Il destino si è espresso nel massimo della crudeltà», era il commento, unanime, dei tanti che avevano gli occhi lucidi per la commozione. Alle 10, orario fissato per il rito funebre, il feretro è arrivato scortato da diversi motociclisti, erano i compagni di tanti raduni, e gioiose gite in moto, che hanno voluto far sentire la loro presenza anche in quest’ultimo viaggio. «Con questo rito religioso», ha detto nell’omelia don Roberto Castaldi, «diamo l’ultimo saluto a Maurizio e dobbiamo essere vicini ai suoi familiari per aiutarli a trovare il coraggio per superare questo momento di grande dolore. Per chi crede nella vita eterna questo non è un addio ma un arrivederci. La sua memoria non scompare e lo dobbiamo ricordare con il volto felice, anzi radioso, che aveva quando ha accompagnato all’altare la figlia. Ci lascia in eredità, non dobbiamo dimenticarlo, il suo altruismo e la disponibilità con la gente. Partendo per questo ultimo viaggio ci lascia anche un’altra grande eredità; il forte legame che sempre ha caratterizzato la sua famiglia». Al termine del rito funebre un lungo applauso, ed il rombo delle moto, hanno salutato la partenza del feretro destinato all’Ara crematoria della Certosa di Ferrara.
Giuliano Barbieri

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