Profughi, più vicini requisizioni o campi
Domenica altri 28 arrivi smistati tra Ferrara, Codigoro e Monestirolo Il prefetto: siamo in sovraffollamento, senza aiuti via a misure straordinarie
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Da Palazzo Giulio D'Este li hanno quasi supplicati: «In questo momento non ce la facciamo, non mandate qui altri profughi per ora». Ma la richiesta della prefettura è rimasta lettera morta e domenica pomeriggio di immigrati ne sono arrivati 28 da Bangladesh, Pakistan e Nigeria: 10 sono stati inviati a Codigoro, all'albergo Aquila D'Oro, 7 a Ferrara nell'albergo "La Lupa" e 11 a Monestirolo.
Per la prima volta però la prefettura ha dovuto adottare misure assunte letteralmente in emergenza, «con sistemazioni provvisorie che comportano il sovraffollamento delle strutture. Una situazione che avremmo voluto evitare, e ci abbiamo provato - spiega il prefetto Michele Tortora in conferenza stampa - Ma non è stato possibile, anche se ci aspettavamo maggiore attenzione dopo aver offerto in passato la nostra più ampia collaborazione alle autorità e agli altri territori».
Gli sbarchi continuano a un ritmo che ha fatto crescere del 35% nei primi mesi dell'anno il numero degli arrivi in Italia rispetto allo stesso periodo del 2016, ha ricordato il prefetto. A Bologna c'era da trovare una sistemazione a 350 profughi: Ferrara ha coperto la sua quota, cioè quasi l'8% (proporzionata alla popolazione).
«La telefonata l'abbiamo ricevuta venerdì sera - ha precisato Tortora - Sabato abbiamo fatto il punto assieme all'Asp (l'Azienda Servizi alla Persona, che collabora con la prefettura per l'accoglienza) e domenica pomeriggio abbiamo trasportato i richiedenti asilo verso le rispettive destinazioni. Non nascondo che siamo veramente preoccupati per l'entità del flusso: pochi giorni fa abbiamo ospitato altre 7 persone e qualche giorno prima 25. Rinnoviamo l'appello a chi può mettere a disposizione spazi e strutture, soggetti pubblici e privati, altrimenti dovremo ricorrere a provvedimenti straordinari». Che sono di due tipi: le requisizioni di strutture esistenti sul territorio da destinare all'accoglienza o l'apertura di campi con tendopoli.
Con l'ultimo "contingente" smistato la provincia ha raggiunto quota 1200 unità: circa 150 cittadini stranieri fanno riferimento ai progetti Sprar, il resto è entrato nei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas). Il prefetto si rivolge di nuovo alle amministrazioni locali, ai privati e alle parrocchie per chiedere un aiuto. «Non siamo noi a sollecitare l'arrivo di quote di profughi - ha voluto mettere in chiaro il prefetto - come vuol fare intendere qualcuno, gli sbarchi in Italia proseguono e noi siamo obbligati a trovare soluzioni per tutti».
Le soluzioni individuate in emergenza tra sabato e domenica «sono tutt'altro che ottimali, materassi a terra e brande. Abbiamo preferito dirvelo prima che ci pensi qualcun altro (il riferimento a Naomo Lodi non è stato esplicitato ma è chiaro, ndr). Non vorremmo ricorrere a strutture sovraffollate e accogliere i richiedenti asilo in questo modo, per questo motivo chiediamo anche ai Comuni che fino ad oggi non hanno accolto profughi e ai residenti di impegnarsi in modo da poter assorbire una quota di arrivi - l’appello del prefetto - Finora qualcuno ha fatto meno di altri e c’è chi ha anche cercato di ostacolare chi cercava di dare il suo contributo». Il riferimento a Bondeno sembra palese, ma si potrebbe estendere la tirata d’orecchie, interpretando, anche ad altri enti locali, come Cento. Il prefetto cita i nomi di Voghiera, Goro, Mesola e Lagosanto che ai profughi - per «carenza di strutture», hanno sempre affermato le amministrazioni - non hanno offerto fino ad oggi nemmeno un posto. In prefettura hanno accolto con fastidio e perplessità le giustificazioni di un Comune che ha motivato il suo no segnalando che « su quel territorio insistono obiettivi sensibili e che c'è il rischio terrorismo. Come se i disperati che arrivano fossero dei terroristi e senza dimenticare che ormai tra gli obiettivi ci sono anche i marciapiedi, i treni e i mercati, come hanno confermato gli ultimi attentati», ha commentato sconsolato il prefetto. Nessuna "barricata" è stata posata o minacciata domenica scorsa: «Abbiamo informato tutti all'ultimo momento perché i posti sono stati trovati in extremis», ha detto Tortora. E la prospettiva, con l'estate vicina, è di un’ulteriore impennata degli sbarchi.
Per la prima volta però la prefettura ha dovuto adottare misure assunte letteralmente in emergenza, «con sistemazioni provvisorie che comportano il sovraffollamento delle strutture. Una situazione che avremmo voluto evitare, e ci abbiamo provato - spiega il prefetto Michele Tortora in conferenza stampa - Ma non è stato possibile, anche se ci aspettavamo maggiore attenzione dopo aver offerto in passato la nostra più ampia collaborazione alle autorità e agli altri territori».
Gli sbarchi continuano a un ritmo che ha fatto crescere del 35% nei primi mesi dell'anno il numero degli arrivi in Italia rispetto allo stesso periodo del 2016, ha ricordato il prefetto. A Bologna c'era da trovare una sistemazione a 350 profughi: Ferrara ha coperto la sua quota, cioè quasi l'8% (proporzionata alla popolazione).
«La telefonata l'abbiamo ricevuta venerdì sera - ha precisato Tortora - Sabato abbiamo fatto il punto assieme all'Asp (l'Azienda Servizi alla Persona, che collabora con la prefettura per l'accoglienza) e domenica pomeriggio abbiamo trasportato i richiedenti asilo verso le rispettive destinazioni. Non nascondo che siamo veramente preoccupati per l'entità del flusso: pochi giorni fa abbiamo ospitato altre 7 persone e qualche giorno prima 25. Rinnoviamo l'appello a chi può mettere a disposizione spazi e strutture, soggetti pubblici e privati, altrimenti dovremo ricorrere a provvedimenti straordinari». Che sono di due tipi: le requisizioni di strutture esistenti sul territorio da destinare all'accoglienza o l'apertura di campi con tendopoli.
Con l'ultimo "contingente" smistato la provincia ha raggiunto quota 1200 unità: circa 150 cittadini stranieri fanno riferimento ai progetti Sprar, il resto è entrato nei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas). Il prefetto si rivolge di nuovo alle amministrazioni locali, ai privati e alle parrocchie per chiedere un aiuto. «Non siamo noi a sollecitare l'arrivo di quote di profughi - ha voluto mettere in chiaro il prefetto - come vuol fare intendere qualcuno, gli sbarchi in Italia proseguono e noi siamo obbligati a trovare soluzioni per tutti».
Le soluzioni individuate in emergenza tra sabato e domenica «sono tutt'altro che ottimali, materassi a terra e brande. Abbiamo preferito dirvelo prima che ci pensi qualcun altro (il riferimento a Naomo Lodi non è stato esplicitato ma è chiaro, ndr). Non vorremmo ricorrere a strutture sovraffollate e accogliere i richiedenti asilo in questo modo, per questo motivo chiediamo anche ai Comuni che fino ad oggi non hanno accolto profughi e ai residenti di impegnarsi in modo da poter assorbire una quota di arrivi - l’appello del prefetto - Finora qualcuno ha fatto meno di altri e c’è chi ha anche cercato di ostacolare chi cercava di dare il suo contributo». Il riferimento a Bondeno sembra palese, ma si potrebbe estendere la tirata d’orecchie, interpretando, anche ad altri enti locali, come Cento. Il prefetto cita i nomi di Voghiera, Goro, Mesola e Lagosanto che ai profughi - per «carenza di strutture», hanno sempre affermato le amministrazioni - non hanno offerto fino ad oggi nemmeno un posto. In prefettura hanno accolto con fastidio e perplessità le giustificazioni di un Comune che ha motivato il suo no segnalando che « su quel territorio insistono obiettivi sensibili e che c'è il rischio terrorismo. Come se i disperati che arrivano fossero dei terroristi e senza dimenticare che ormai tra gli obiettivi ci sono anche i marciapiedi, i treni e i mercati, come hanno confermato gli ultimi attentati», ha commentato sconsolato il prefetto. Nessuna "barricata" è stata posata o minacciata domenica scorsa: «Abbiamo informato tutti all'ultimo momento perché i posti sono stati trovati in extremis», ha detto Tortora. E la prospettiva, con l'estate vicina, è di un’ulteriore impennata degli sbarchi.
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