«Un amico che mancherà Vittorio era speciale»
Argenta, l’ultimo saluto della città all’ex ferroviere appassionato di montagna «Vittorio con la sua cultura è riuscito a rendere più ricca la vita di tutti noi»
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ARGENTA . “....Santa Maria, Signora della neve, copri col bianco, soffice mantello, il nostro amico, il nostro fratello. Su nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne”. Queste parole tratte da “Signora delle cime” di De Marzi, non potevano mancare al funerale di uno che ha gioito e amato la montagna come lo è stato Vittorio Campoli, 70 anni, ex ferroviere e fra i fondatori della sezione argentana del club alpino italiano. E ieri pomeriggio, quest’inno cantato da un coro di alpini giunti da Forlì con all’organo il maestro Andrea Bandi, ha risuonato nel duomo di Argenta gremito di gente fino all’inverosimile. Note che, appiccicate nei ricordi di Vito, hanno dato la dimensione vera di cosa vuol dire “nostro amico, il nostro fratello”. E già: Vito lo è stato e lo rimarrà. Sempre. Anche il celebrante, nella sua omelia ha cercato di giustificare l’affollata chiesa: «Ognuno nel suo ricordo - ha detto don Aldo - porta la ricchezza della vita testimoniata da Vittorio e la risposta è nella vostra numerosa presenza». Una presenza istituzionale con il sindaco Antonio Fiorentini, il dirigente della polstrada di Ferrara Marco Coralli, i comandanti di Argenta e Codigoro Cosimo Stella e Claudio Stagni e anche, da Cortina d’Ampezzo, il comandante della Gdf Paolo Simoni, questo perchè, Giuseppe Campoli, il figlio di Vito, è un poliziotto. Anche i soci del Cai, hanno scelto di essere in “divisa”, indossando quella maglietta che Vito, con orgoglio e passione, ha portato lungo i tanti sentieri, ferrate, cime delle Dolomiti. Ma c’erano anche i suoi colleghi, gli ex ferrovieri con i quali Vittorio Campoli ha condiviso turni, fatiche e doveri. Ma l’abbraccio “asfissiante”, incontenibile, lungo fino all’eternità, è arrivato dagli argentani, da coloro che, in un modo e nell’altro, hanno potuto assaporare la bontà d’animo di quest’uomo. Riconoscenza dunque, testimoniata con lunghi abbracci alla moglie Loretta, alla figlia Eleonora mentre a ripetere chi era nonno Vito, ci hanno pensato al microfono i tre nipoti: Claudia, Sara e Vittorio. Altrettanto toccante, infine, il “Grazie” di Lorenza Fioresi(c’era anche la direttrice Neda Tumiati), insegnante delle elementari, per quelle passeggiate scolastiche che Vito ha guidato lungo gli Appennini. L’applauso ha dato l’ultimo saluto ad un uomo (e amico) che mancherà. Tanto.
Giorgio Carnaroli
Giorgio Carnaroli
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