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“Casati” a S. Maria in Vado “Visentini” a San Giorgio 

“Casati” a S. Maria in Vado “Visentini” a San Giorgio 

Palio, assegnati i premi per gli spettacoli a corte e per il corteo storico Venerdì ceri e prove, attesa per le corse di domenica in Piazza Ariostea

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Il borgo di San Giorgio e il rione di Santa Maria In Vado si sono aggiudicati rispettivamente il premio “Nino Franco Visentini” e “Nives Casati”. Il premio Visentini viene attribuito in merito al Magnifico Corteo che si è svolto sabato sera, mentre il premio Casati è assegnato per gli Spettacoli a Corte. La macchina del Palio procede a ritmo serrato, e ora tutto ruoto attorno alle prestazioni atletiche e alle gare tra animali di domenica. In ballo ci sono i 4 pali, quello di san Paolo per la corsa delle putte, quello di San Romano per i putti, quello di San Maurelio per la gare delle asine e quello di San Giorgio, per le corse dei cavalli. Intanto giovedì prendono il via le visite veterinarie ai cavalli, mentre da venerdì si parte con le prove ai canapi, mattina e pomeriggio, ripetute anche il sabato, in attesa delle gare clou di domenica. Prima delle corse però, altri appuntamenti attendono le contrade: oltre alle prove ai canapi infatti, venerdì sera si terrà la benedizione dei Palii e dei Ceri in Cattedrale alle 21, mentre sabato ogni contrada organizzerà la classica cena propiziatoria. I nomi dei fantini sono già stati ampiamente svelati, ma per conoscerli meglio, alcuni di loro hanno accettato di rispondere ad alcune domande. Alessio Migheli, campione in carica per San Giovanni, spiega che del Palio ferrasse, apprezza molto «che sia una corsa secca, molto simile al Palio di Siena, dove si concentra tutto in una botta sola! Quindi gli errori e le cose fatte bene, hanno molto più valore rispetto ai Palii con batteria finale. Inoltre, apprezzo che sia una pista non molto facile ,come può sembrare dall’esterno».” Alessio è anche scaramantico, «ma proprio per questo, non vi dico cosa faccio prima del Palio!». Anche Simone Mereu, (San Giorgio), rivela di essere scaramantico, e il suo gesto propiziatorio non verrà svelato. Del suo esordio a Ferrara, Simone conserva un bel ricordo, «quando una contrada ti dà la possibilità di gareggiare è sempre positivo. Ho esordito con San Luca, poi il rapporto si è interrotto e corro per San Giorgio da tre anni. Con loro ho un rapporto ottimo, sono persone straordinarie, che mi hanno dato fiducia». Secondo Mereu, il palio di Ferrara «è una corsa secca, molto impegnativa come distanza, sono 4 giri abbondanti, per cui serve molta resistenza». Simone è molto determinato, «dico sempre le cose come stanno, non ho amici né nemici. Può essere un limite, ma in genere questo è stato apprezzato». Francesco Caria, San Paolo, ha esordito a Ferrara nel 2007 proprio con il borgo bianco-nero. Ritiene che ciò che differenzia il palio estense dagli altri «siano i ferraresi. Perché vedono il palio in modo diverso, positivi,c’è un supporto di tifosi molto bello».
Veronica Capucci

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