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«Fatture vere, le accuse cadranno» 

Imprenditore ferrarese a processo per truffa, la difesa replica: la verità è un’altra

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È a processo a Mantova per truffa, violazione di corrispondenza e falso, accusato di aver emesso false fatture al fine di incassare centomila euro per lavori mai eseguiti, ma secondo la difesa nella vicenda che tanti guai giudiziari sta causando all’imprenditore ferrarese Alvaro Orpelli la verità è un’altra. A cominciare proprio da quelle contestate fatture che, sottolinea l’avvocato Massimo Bissi, «in realtà sono risultate vere sia dal punto di vista soggettivo che oggettivo, al punto che sulla base (anche) delle stesse è stato emesso un decreto ingiuntivo a carico dell’asserita parte lesa». Parallelo al procedimento penale, infatti, è in corso un processo civile che ruota attorno ai lavori di escavazione affidati a Orpelli all’interno dell’azienda della controparte, un podere agricolo di Sermide. Quei lavori, sostiene l’accusa, non sono stati mai eseguiti ma Orpelli, per incassare il compenso, avrebbe emesso false fatture poi “girate” a una banca come cessione del credito per avere un anticipo sulla somma. La truffa sarebbe poi proseguita da Orpelli con un inganno ai danni della stessa banca: all’istituto di credito avrebbe fornito un indirizzo sbagliato del debitore (ovvero l’imprenditore agricolo mantovano) per poter incassare lui stesso il denaro. Una ricostruzione, questa, contestata in tutto dalla difesa e smentita, prosegue l’avvocato Bissi, da quanto sta emergendo al processo civile. Quei lavori (i fatti risalgono a cinque anni fa) la ditta di Orpelli li ha eseguiti eccome, ma non gli sono mai stati pagati, e le fatture sono state riconosciute come autentiche con conseguente atto ingiuntivo a carico del titolare dell’azienda agricola mantovana. «Inutile dire - prosegue il legale - che il Malavasi, l’asserita parte lesa, è tutt’oggi debitore dell’impresa ferrarese non avendo onorato il suo impegno pur a fronte di un titolo emesso dall’autorità giudiziaria». La difesa conclude rimarcando «l’assoluta estraneità del geometra Orpelli ai fatti contestati a seguito di una querela presentata dal proprio debitore moroso, tanto strumentale da convincere il pm a chiedere l’archiviazione». Richiesta motivata dal presunto ritardo con cui era stata presentata la denuncia, ma la necessità di approfondire questo aspetto aveva portato a un’opposizione e poi al rinvio a giudizio.

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