M5S all’attacco: basta trivellazioni
Copparo, il movimento contesta la messa in produzione del pozzo esplorativo
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COPPARO . Il Movimento 5 stelle di Copparo prende posizione in modo netto contro le trivellazioni alla ricerca di idrocarburi. Lo fa prendendo spunto dalla Comunicazione di inizio mese del ministro per l’Ambiente Galletti: «la compatibilità ambientale per il progetto relativo alla messa in produzione del pozzo esplorativo esistente denominato ‘Gradizza 1’». Si tratta della concessione su cui erano entrati duramente i 5 Stelle di Copparo ed il comitato No Triv già due anni fa. I 5S di Copparo avevano presentato una mozione in consiglio comunale per impegnare sindaco e giunta a «opporsi in maniera netta, in tutte le sedi deputate ad esprimersi, a qualsiasi richiesta di coltivazione di idrocarburi nel territorio ferrarese, nel mare antistante e nello specifico nel territorio comunale, in quanto area vulnerabile a elevato rischio, a dispetto di qualsiasi rassicurazione o offerta di elementi di compensazione o mitigazione, anche se appoggiati su basi scientifiche, portate a supporto delle richieste stesse a indire un’assemblea pubblica informativa e di discussione per mettere al corrente la cittadinanza, come specificatamente previsto nella Via contenuta nel progetto di realizzazione del pozzo, della possibile pericolosità della situazione documentata». All’epoca, con una decisione assolutamente non condivisa dal Movimento, tutti gli altri gruppi del consiglio comunale votarono per «ribadire presso la Regione e istituzioni competenti la propria contrarietà e la preoccupazione rispetto alla tematica, sostenendo e condividendo con i sindaci dell’Unione Terre e Fiumi e della Provincia questa posizione». Il decreto Sblocca Italia, poi convertito, assegna al ministero per lo sviluppo la decisione in materia di estrazioni, anche contro il parere dei cittadini delle zone in oggetto di discussione. Per il Gruppo 5S, va sottolineato come la regione sia stata la prima a stendere una convenzione col ministero in cui si impegnava a concedere i permessi di ricerca e coltivazione degli idrocarburi qualora se ne fossero individuate le caratteristiche adatte. E quindi, secondo gli esponenti copparesi del Movimento, «ci si trova ora in una situazione in cui viene autorizzato un ulteriore attacco ad un territorio fragile, già minacciato da subsidenza naturale e rischio sismico. Purtroppo il risultato è sempre lo stesso: i cittadini sono gli ultimi nella classifica di chi decide ed i primi in quella di chi paga».
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