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Fa scuola il progetto per gli anziani di Portomaggiore

Fa scuola il progetto per gli anziani di Portomaggiore

PORTOMAGGIORE. Il progetto “Mai più soli”, avviato lo scorso novembre nel la Casa residenziale “Carlo Eppi” di Portomaggiore, sta portando a termine la prima fase sperimentale e lo fa con una festa...

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PORTOMAGGIORE. Il progetto “Mai più soli”, avviato lo scorso novembre nel la Casa residenziale “Carlo Eppi” di Portomaggiore, sta portando a termine la prima fase sperimentale e lo fa con una festa informale oggi alle 17,aperta a tutta la cittadinanza. “Mai più soli” è ideato dal Comitato Parenti, promosso dal centro sociale Le Contrade e sostenuto da Kcs Care Giver, che ha posto al centro gli anziani ospiti della struttura, con l’obiettivo di migliorarne qualità di vita e capacità relazionali.
Per fare questo, il Comitato, in collaborazione col personale sanitario, i cittadini e le associazioni del territorio, ha promosso e ideato iniziative che si sono svolte in tutto l’arco dell’anno: da attività manuali a ascolti di musica, laboratori di creazione di ombre cinesi con i bambini della scuola primaria di Portomaggiore, uscite sul territorio, letture. Per come è stato strutturato e per i risultati ottenuti, con un netto miglioramento delle capacità di relazione tra gli ospiti, il progetto ha suscitato l’interesse anche al di fuori dell’ambito locale. Come spiega Armanda Pambianchi, segretaria del comitato, «ne hanno chiesto la documentazione la coop Camelot di Ferrara e Cittadinanza Attiva di Bologna».
Tra le numerose attività svolte, si è realizzato anche un orto, su sollecitazione della psicologa Federica Zappaterra, finanziato da da Kcs e voluto dal Comitato Parenti. A decidere le piante da seminare sono stati gli stessi ospiti, «che hanno scelto piante aromatiche, cipolle, insalata, basilico rosso e verde, pomodorini, salvia, fragole. Perché nulla è calato dall’alto», dicono Pambianchi e Catia Fabbri. La realizzazione dell’orto ha avuto il coordinamento di Orto condiviso di Ferrara, con la collaborazione di associazioni e di tanti cittadini. «Per esempio, il centro l’Olmo ci ha fornito i tavoli per realizzare l’orto. Infatti, gli ospiti sono quasi tutti sulla sedia a rotelle,e i volontari ci hanno fornito tavoli di circa due metri, con le sponde per fare delle vasche su ruote, in modo che si possa trasportare e l’anziano non debba chinarsi», spiega Roberto,del Comitato. Con la creazione dell’orto, è migliorata l’interazione tra gli ospiti, «perché hanno discusso e condiviso le loro esperienze», racconta Catia Fabbri. «Quella dell’orto è stata un’iniziativa partita dalla psicologa, noi abbiamo individuato il vivaio e i volontari per la realizzazione, mentre l’Orto condiviso ci dice settimanalmente cosa serve», continua Armanda. Ora il Comitato si sta muovendo anche per chiedere l’agibilità del cortile interno, perché uno degli obiettivi «è creare un percorso cromatico per persone affette da demenza senile o Alzehimer». Il progetto “Mai più soli”, ha dato risultati molto positivi («è un successo enorme nelle risposte e nel coinvolgimento della comunità», spiega Viviana Conti) e continuerà anche l’anno prossimo.
Veronica Capucci

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