La Nuova Ferrara

Ferrara

L’appello di Cherchi «Bloccate la riforma dei giudici onorari» 

di Daniele Predieri
L’appello di Cherchi «Bloccate la riforma dei giudici onorari» 

Anche Ferrara firma con 80 procure contro le nuove norme  «Senza il contributo di queste figure, la paralisi negli uffici» 

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Vestono la toga di magistrati, pur non essendo giudici o pubblici ministeri. Sono avvocati prestati alla giustizia, e senza di loro la macchina giudiziaria italiana che picchia in testa ad ogni processo celebrato rischierebbe di bloccarsi del tutto. Perché il nuovo decreto giustizia del governo vuole riformarne i ruoli, di magistrati onorari: giudici di pace (gdp) che celebrano i processi minori, giudici onorari tribunale (got) per i processi dai più piccoli ai più grandi e viceprocuratori onorari (vpo) che vestono i panni di accusatori nelle aule. E allora contro la nuova riforma, ecco caos e scioperi nel mondo della giustizia: a Ferrara come in tutta Italia, dove ad oggi 25 maggio 2017 si sommano lo sciopero di un mese dei giudici di pace, l’astensione degli avvocati delle Camere penali contro la riforma e il programmato sciopero dal 5 giugno prossimo dei vpo. In mezzo a tutto questo, le procure di tutta Italia prendono posizione in difesa dei giudici onorari perché «senza di loro tutti gli uffici chiuderanno»: da qui l’appello che rimbalza al Csm e alle commissioni giustizia di Camera e Senato (che dovranno valutare e approvare il decreto del governo) dagli uffici dove i procuratori capo si sono schierati tutti insieme e hanno firmato l’appello per non far approvare questa nuova legge. Tra le tante firme - al momento un centinaio di magistrati, l’appello è di due giorni fa - c’è anche quella del procuratore capo dell’ufficio ferrarese Bruno Cherchi: «Con questo decreto viene messo in secondo piano il contributo dei vpo negli uffici delle procure che coprono spesso nei processi e in tante incombenze i ruoli dei sostituti». Dunque hanno un ruolo fondamentale? «Direi necessario per superare le evidenti difficoltà in tutti gli uffici». A Ferrara come in tutta Italia. Soprattutto quando le procure fanno fronte a difficoltà quotidiane. Ferrara ne è l’esempio: può contare su 7 magistrati in servizio, da ruolo Csm sugli 8 previsti, in realtà oggi - a maggio 2017 - a far fronte a turni, processi, interrogatori, indagini sono poco più della metà. Indagini a partire dalla caccia a Igor, all’inchiesta Carife e tutto l’ordinario: senza i vpo, queste indagini non si potrebbero portare avanti. Da qui anche la firma di Cherchi all’appello partito da Torino (procuratore Armando Spataro tra i primi firmatari): «La sensazione è che con tutta la buona volontà che ci possa essere da parte del governo, il vero problema è un vincolo di bilancio, di risorse che non ci sono, poiché occorrerebbe rivedere i ruoli dei giudici onorari e collocarli in pianta stabile, ma non ci sono fondi, soldi» sottolinea Cherchi. Non c’è copertura, oggi, non c’era ieri: la proposta è quella di creare il ruolo di impiegato pubblico della giustizia (i giudici onorari non sono assunti a ruolo dopo concorsi), una sorta di assistenti al pm o al giudice. Oggi sono avvocati-liberi professionisti con doveri pubblici di estrema delicatezza, pagati a cottimo e senza garanzie previdenziali, di salute e fiscali. La riforma prevede che lavorino non più di 2/3 giorni la settimana, quando invece - nel penale, per i vpo - occorre tempo per studiare fascicoli, andare in udienza, a celebrare o discutere i processi. Sia che siano giudici o pubblici ministeri. Insomma, «si vogliono fare le nozze coi fichi secchi», butta lì Cherchi per un ufficio che presto dovrà, comunque, lasciare perché nominato alla procura di Venezia.
Cosa cambierà, nel caso il decreto diventasse legge? Semplice, dice l’appello: «non si potranno coprire turni di udienza che toccheranno ai sostituti, i quali non potranno svolgere indagini e altro: a scapito di tempi ed efficacia della macchina della giustizia». Che se oggi “picchia in testa”, domani sarà quasi da rottamare.

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