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TRENTINI (POLIZIA MUNICIPALE) 

Multe per i divieti ai cani «Cambieremo qualcosa»

Multe per i divieti ai cani «Cambieremo qualcosa»

Le aree pubbliche vietate ai cani sul territorio comunale sono circa il doppio di quelle a libero accesso, e al conteggio si possono aggiungere le quattro aree di sgambamento di via Rivana, via delle...

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Le aree pubbliche vietate ai cani sul territorio comunale sono circa il doppio di quelle a libero accesso, e al conteggio si possono aggiungere le quattro aree di sgambamento di via Rivana, via delle Mandriole, via Nievo e via Gavioli. Una situazione cristallizzata da diversi anni che però sta mostrando la corda, come hanno dimostrato le roventi polemiche sulla raffica di multe ai proprietari sorpresi a portare a passeggio i cani nella zona dell’Acquedotto, e che l’amministrazione comunale sta pensando di modificare. «Intendiamo effettuare una ricognizione più aggiornata che contemperi le esigenze dei proprietari dei cani con quelle altrettanto significative di coloro che preferiscono non venirne a contatto» dice Laura Trentini, comandante della Polizia municipale. Trentini ha messo per iscritto i suoi proponimenti nella risposta all’interpellanza di Ilaria Morghen (M5s), la quale ha tratto la conclusione che «l’amministrazione ci ripensa».
In realtà il comandante sottolinea come «la conduzione degli animali debba avvenire, sotto ogni aspetto, in modo lecito», e fa riferimento al regolamento del 2008 che consente il libero accesso ovunque ai cani con guinzaglio, salvo appunto i casi specifici di obbligo di museruola e di divieto assoluto. Questi ultimi «insistono in tutte le aree destinate e attrezzate per particolari scopi come le aree giochi per bambini che siano segnalate oppure no, oltre ad altre aree chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto, in applicazione di specifiche ordinanze sindacali». Queste aree, secondo l’ultimo censimento effettuato nel 2011/12, sono 145, comprendendo nel novero le attrezzate senza e con cartello, e quelle non attrezzate con cartello. Le aree pubbliche di libero accesso sono invece 74. Anche dal solo confronto numerico è possibile cogliere uno squilibrio tra le destinazioni, e in diverse zone della città, come ad esempio la Gad a ridosso delle Mura, diventa difficile anche raggiungere le aree di sgambamento attraverso percorsi non soggetti a sanzioni. Dall’altra parte bisogna garantire le migliori condizioni igieniche in particolare nei confronti dei bambini, che nelle aree verdi anche non attrezzate ci giocano.

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