Caccia a Igor, Ravaglia racconta tra le lacrime
La guardia provinciale ferita dall'assassino serbo: mi ha sparato appena sono sceso dall'auto. I figli di Verri: era una situazione che si doveva evitare
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15395705:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/dossier/i-delitti-di-igor/ravaglia-ferito-da-igor-racconta-tra-le-lacrime/74356/74791]]
FERRARA. Marco Ravaglia non riesce a trattenere l’emozione. Le lacrime scorrono quando la mente torna a quelle ore fatali, a quel tardo pomeriggio dell'8 aprile, quando Igor Vaclavic/Norber Feher ha aperto il fuoco ferendo gravemente lui, guardia provinciale, e uccidendo Valerio Verri, guardia ecologica volontaria.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15395730:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/dossier/i-delitti-di-igor/i-figli-di-verri-situazione-da-evitare/74359/74794]]
«Quel giorno stavamo svolgendo come al solito il nostro servizio di osservazione e controllo del territorio. Ci trovavamo nel Mezzano e quando abbiamo visto il Fiorino pick up, abbiamo scelto di andare a controllare. Avvicinandoci abbiamo visto un uomo vestito con abbigliamento mimetico, tipo militare. Pensavamo fosse un pescatore di frodo o un addestratore di cani. Era di spalle, non lo vedevamo in faccia. Quando ormai eravamo vicini è salito sul mezzo e se ne è andato. L’abbiamo inseguito. Aveva un vantaggio di circa 300 metri e giunto a un incrocio ha svoltato a sinistra vicino a un capanno di campagna. Noi – prosegue Ravaglia – eravamo sempre a distanza di sicurezza. Ho detto a Valerio di non scendere, sono sceso io e come ho aperto la portiera sono stato colpito. Non sapevo nemmeno quante volte. Mentre ero a terra ho sentito la voce di Valerio che diceva: “Hai sparato ad un agente di Polizia Provinciale”, poi altri spari. Mi sono finto morto. Lui si è avvicinato, mi ha preso la pistola e il caricatore, mi ha insultato e poi se ne è andato».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15395662:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15395662:1650625034/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Pausa, l’emozione è tanta e controllarla è difficile. «Quando ho sentito la macchina allontanarsi sono riuscito non so come ad alzarmi. Sulla strada mi hanno visto e mi hanno soccorso. In quel momento ho capito che forse, sarei riuscito a portare a casa la pelle».
Ravaglia ha detto di non aver mai visto in faccia l’assassino prima della sparatoria e quindi di non aver potuto riconoscere e collegare l’aggressore col killer di Budrio.
Alla conferenza hanno partecipato anche i figli di Valerio Verri che hanno ascoltato la testimonianza di Ravaglia e alla fine hanno dichiarato: «Abbiamo tante domande da fare e aspettiamo risposte da parte della giustizia. Ma nostro padre non era nè armato né preparato ad afforntare una situzione del genere, che per noi si doveva evitare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
