Dopo la coop, ancora crac per Ricci e Donigaglia
di Daniele Predieri
I due ex dirigenti coinvolti nel fallimento della Monti Ascensori per 40 milioni Anche il commercialista Soffritti tra i 34 gli indagati. Bancarotte, falsi e inganni
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C’è un pezzo di Ferrara che conosciamo bene, la Ferrara che aveva fatto crac con la CoopCostruttori negli anni passati nella storia bolognese sul fallimento della Monti Ascensori spa, un colosso italiano del settore, unica società nel suo campo ad esser stata quotata in Borsa e che fece crac nel 2011 con 40 milioni di buco, trascinando davanti ai giudici oggi - dopo le inchieste sul fallimento - 34 indagati.
Ancora insieme e indagati
Tra questi, quel pezzo di Ferrara che dicevamo: ci sono anche - e non solo - gli ex vertici di Costruttori, Giovanni Donigaglia e Renzo Ricci Maccarini, chiamati in causa dalla procura di Bologna (pm Antonello Gustapane) e Guardia di finanza che hanno chiuso l’inchiesta e notificato l’avviso di fine indagine a carico di 34 persone che a vario titolo condividono reati che vanno dalle bancarotte, aggiotaggio, riciclaggio, falsi in atti privati e reati tributari a non finire per evasione fiscale e di Iva.
Reati fiscali per Donigaglia
Questi ultimi reati contestati a Donigaglia nella sua nuova veste - dopo quella di ex padre-padrone di Costruttori - di legale rappresentante di società riconducibili all’impero Monti Ascensori, la ditta Sieleva o Csa Elevatori Ragusa (per quest’ultima è stata chiesta archiviazione per Donigaglia ma solo per prescrizione). Primo tra tutti i 34 indagati compare, ovviamente, l’ex socio di maggioranza, Patrizio Colombarini, citato come il “dominus” negli atti. E primo reato contestato dagli inquirenti, tra i tanti, il più grave e solo a 17 degli indagati, l’associazione a delinquere finalizzata a reati societari, fiscali, bancarotta, aggiotaggio, turbativa di appalti.
Maccarini nell’associazione
Oltre Colombarini, la moglie, consulenti, consiglieri e rappresentanti legali di alcune delle società satellite del colosso Monti Spa, c’è anche Renzo Ricci Maccarini: l’ex vicepresidente Costruttori - ancora sotto processo per il crac delal Coop di Argenta - è chiamato in causa nel ruolo che ricopriva nella Monti Ascensori di consigliere e direttore generale dal 200 6 al 2010.
Carte false per entrare in Borsa
A Ricci Maccarini viene contestato, assieme ad altri 9 indagati, anche un altro reato grave: quello di aver fatto carte e bilanci falsi - coi vertici di Monti ascensori - per ottenere l’ammissione alla quotazione in Borsa valori della società Monti spa, unica nel panorama dell’impiantistica italiana: e tra gli indagati per i reati conseguenti di bancarotta e ricorso abusivo al credito c’è anche un professionista ferrarese.
Il commercialista ferrarese
E’ il commercialista Gianluca Soffritti chiamato in causa dagli inquirenti come consigliere di sorveglianza della stessa società: insomma di controllore che non avrebbe controllato. A Ricci viene contestata la partecipazione alla redazione dei bilanci dal 2005 al 2009, mentre Soffritti avrebbe approvato bilanci dal 2007 al 2010, omettendobe la vigilanza «pur avendone obbligo giuridico».
I soldi riciclati nel Principato
Negli atti d’accusa, per Ricci e Soffritti anche il concorso nel crac per distrazione di 12 milioni di euro dalle casse della Monti a beneficio personale di Colombarini, che trasferiva soldi in Principato di Monaco e in Austria attraverso la moglie, da qui il reato di ricilaggio.
Donigaglia prescrizioni e non
In questo scenario dove tutto ruota attorno a Colombarini, vi sono gli altri indagati, legali rappresentanti delle società collegate alla Monti. Tra questi Giovanni Donigaglia per una serie di reati fiscali per evasione tributaria o di Iva o turbativa d’asta: per Donigaglia resta un solo capo d’accusa, per gli altri viene chiesta l’archiviazione per prescrizione.
Ancora insieme e indagati
Tra questi, quel pezzo di Ferrara che dicevamo: ci sono anche - e non solo - gli ex vertici di Costruttori, Giovanni Donigaglia e Renzo Ricci Maccarini, chiamati in causa dalla procura di Bologna (pm Antonello Gustapane) e Guardia di finanza che hanno chiuso l’inchiesta e notificato l’avviso di fine indagine a carico di 34 persone che a vario titolo condividono reati che vanno dalle bancarotte, aggiotaggio, riciclaggio, falsi in atti privati e reati tributari a non finire per evasione fiscale e di Iva.
Reati fiscali per Donigaglia
Questi ultimi reati contestati a Donigaglia nella sua nuova veste - dopo quella di ex padre-padrone di Costruttori - di legale rappresentante di società riconducibili all’impero Monti Ascensori, la ditta Sieleva o Csa Elevatori Ragusa (per quest’ultima è stata chiesta archiviazione per Donigaglia ma solo per prescrizione). Primo tra tutti i 34 indagati compare, ovviamente, l’ex socio di maggioranza, Patrizio Colombarini, citato come il “dominus” negli atti. E primo reato contestato dagli inquirenti, tra i tanti, il più grave e solo a 17 degli indagati, l’associazione a delinquere finalizzata a reati societari, fiscali, bancarotta, aggiotaggio, turbativa di appalti.
Maccarini nell’associazione
Oltre Colombarini, la moglie, consulenti, consiglieri e rappresentanti legali di alcune delle società satellite del colosso Monti Spa, c’è anche Renzo Ricci Maccarini: l’ex vicepresidente Costruttori - ancora sotto processo per il crac delal Coop di Argenta - è chiamato in causa nel ruolo che ricopriva nella Monti Ascensori di consigliere e direttore generale dal 200 6 al 2010.
Carte false per entrare in Borsa
A Ricci Maccarini viene contestato, assieme ad altri 9 indagati, anche un altro reato grave: quello di aver fatto carte e bilanci falsi - coi vertici di Monti ascensori - per ottenere l’ammissione alla quotazione in Borsa valori della società Monti spa, unica nel panorama dell’impiantistica italiana: e tra gli indagati per i reati conseguenti di bancarotta e ricorso abusivo al credito c’è anche un professionista ferrarese.
Il commercialista ferrarese
E’ il commercialista Gianluca Soffritti chiamato in causa dagli inquirenti come consigliere di sorveglianza della stessa società: insomma di controllore che non avrebbe controllato. A Ricci viene contestata la partecipazione alla redazione dei bilanci dal 2005 al 2009, mentre Soffritti avrebbe approvato bilanci dal 2007 al 2010, omettendobe la vigilanza «pur avendone obbligo giuridico».
I soldi riciclati nel Principato
Negli atti d’accusa, per Ricci e Soffritti anche il concorso nel crac per distrazione di 12 milioni di euro dalle casse della Monti a beneficio personale di Colombarini, che trasferiva soldi in Principato di Monaco e in Austria attraverso la moglie, da qui il reato di ricilaggio.
Donigaglia prescrizioni e non
In questo scenario dove tutto ruota attorno a Colombarini, vi sono gli altri indagati, legali rappresentanti delle società collegate alla Monti. Tra questi Giovanni Donigaglia per una serie di reati fiscali per evasione tributaria o di Iva o turbativa d’asta: per Donigaglia resta un solo capo d’accusa, per gli altri viene chiesta l’archiviazione per prescrizione.
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