Il governo traballa sui voucher
Venerdì a Ferrara la protesta della Cgil con intervento del segretario Cristiano Zagatti
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FERRARA. Venti di crisi intorno al caso Voucher. L’intenzione del governo di sostituire i ticket per il lavoro accessorio con un altro strumento ad uso di imprese e famiglie agita la maggioranza al punto che ieri, dopo giorni di polemica, Mdp ha alzato il livello dello scontro annunciando l’uscita dall’area di governo. «La misura è colma. Vogliono andare avanti sui voucher per le imprese, prendendo in giro milioni di italiani che hanno firmato per i referendum Cgil annullati dopo che i voucher sono stati cancellati con un tratto di penna? Bene, andremo avanti anche noi e usciremo dalla maggioranza» ha tuonato il capogruppo Mdp alla Camera, Francesco Laforgia.
«Non abbiamo mai detto che i voucher vanno reintrodotti, ma abbiamo detto una cosa semplice: che va regolato il lavoro occasionale, quando abbiamo presentato il decreto siamo stati molto chiari» ha replicato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Mentre il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, si è detto certo che Mdp «non farà cadere il governo sulla manovra di stabilizzazione della finanza pubblica richiesta dall’Europa e che loro avevano sempre invocato: sarebbe da irresponsabili». «Se verrà messo la fiducia su un provvedimento che contiene i voucher per le imprese, noi non la voteremo» ha però incalzato Mdp.
Al netto delle schermaglie politiche, trovare una sintesi appare affatto semplice. Lo schema di massima di Palazzo Chigi, avversato dalla sinistra, prevede la sostituzione dei voucher («Non condivido la scelta di farlo con la manovrina» ha spiegato Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera) con un contratto vero e proprio arricchito da una serie di paletti per evitare gli abusi del passato. I post voucher consisterebbero in accordi light limitati ad aziende con meno di 5 dipendenti. Che potrebbero ingaggiare non più di due collaboratori all’anno, per evitare la proliferazione del precariato, pagandoli 9 euro nette all’ora, per non meno di 4 ore al giorno.
Venerdì giornata di protesta in tutta Italia.
A Ferrara la manifestazione della Cgil si è tenuta davanti alla prefettura, alla presenza del segretario provinciale Cristiano Zagatti e la presenza durante la protesta di Annalisa Felletti, fresco ex assessore del Comune di Ferrara.
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