Per il Consorzio Uomini bilancio da un milione
Massenzatica, il consiglio dello storico ente agricolo ha approvato i conti Il presidente: parte dell’utile è investito sull’innovazione e sullo sviluppo
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MASSENZATICA. È un bilancio di poco superiore ad un milione di euro quello che impegna il Consorzio Uomini di Massenzatica (Cum) per l'esercizio finanziario 2017. Approvato nelle scorse settimane dal Consiglio di amministrazione dell'ultracentenaria istituzione mesolana, fondata nel lontano 1896, il bilancio in questione, prevedendo il pareggio tra entrate ed uscite, eguaglia i principi ai quali sono tenuti ad uniformarsi tutti gli enti pubblici.
Innovazione, ricerca, mantenimento delle produzioni agricole, ma soprattutto lavoro, sono gli ambiti ai quali è indirizzata la cospicua somma a sei zeri.
«Il nostro è un ente agricolo con forma giuridica particolare - spiega Carlo Ragazzi, presidente del Cum dal 1994 -, dove i proprietari sono la comunità e non i privati. Il nostro obiettivo è gestire un patrimonio di 360 ettari di terra tra Massenzatica, Monticelli ed Italba, nell'ottica di far lavorare persone che faticano a competere con il mondo del lavoro - prosegue Ragazzi -, senza perseguire finalità di lucro».
La gestione del patrimonio agrario è tripartita, poichè una parte, 70 ettari circa, è stata affittata ad un floro-vivaista (Zanzi Vivai di Ferrara) con un vincolo contrattuale, ossia mettere a dimora piante ad elevato impiego di manodopera (fragole e piante da vivaio). Un'altra parte è gestita direttamente dai soci con il vincolo morale di mantenere efficiente la corposa azienda, che conta 610 capifamiglia, 1500 persone ed eroga circa 12mila giornate di lavoro annue.
La terza ed ultima parte dei terreni viene affittata ad agricoltori locali, che soggiacciono anch'essi al vincolo giuridico di porre il lavoro al centro della loro azione strategica.
«L'utile che deriva da questo sistema - specifica il presidente del Cum -, in parte viene investito in innovazione e ricerca, in parte va a finanziare attività sociali, come i campi solari per i bimbi o per il sostegno ai movimenti sportivi o ad eventi locali. Abbiamo approvato inoltre un piano di sviluppo rurale da 250mila euro per l'acquisto di nuove attrezzature e per il mantenimento di tutte le attività».
Katia Romagnoli
Innovazione, ricerca, mantenimento delle produzioni agricole, ma soprattutto lavoro, sono gli ambiti ai quali è indirizzata la cospicua somma a sei zeri.
«Il nostro è un ente agricolo con forma giuridica particolare - spiega Carlo Ragazzi, presidente del Cum dal 1994 -, dove i proprietari sono la comunità e non i privati. Il nostro obiettivo è gestire un patrimonio di 360 ettari di terra tra Massenzatica, Monticelli ed Italba, nell'ottica di far lavorare persone che faticano a competere con il mondo del lavoro - prosegue Ragazzi -, senza perseguire finalità di lucro».
La gestione del patrimonio agrario è tripartita, poichè una parte, 70 ettari circa, è stata affittata ad un floro-vivaista (Zanzi Vivai di Ferrara) con un vincolo contrattuale, ossia mettere a dimora piante ad elevato impiego di manodopera (fragole e piante da vivaio). Un'altra parte è gestita direttamente dai soci con il vincolo morale di mantenere efficiente la corposa azienda, che conta 610 capifamiglia, 1500 persone ed eroga circa 12mila giornate di lavoro annue.
La terza ed ultima parte dei terreni viene affittata ad agricoltori locali, che soggiacciono anch'essi al vincolo giuridico di porre il lavoro al centro della loro azione strategica.
«L'utile che deriva da questo sistema - specifica il presidente del Cum -, in parte viene investito in innovazione e ricerca, in parte va a finanziare attività sociali, come i campi solari per i bimbi o per il sostegno ai movimenti sportivi o ad eventi locali. Abbiamo approvato inoltre un piano di sviluppo rurale da 250mila euro per l'acquisto di nuove attrezzature e per il mantenimento di tutte le attività».
Katia Romagnoli
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