«Responsabilità accertata per i due ferrovieri»
Non videro il rosso: dovranno sostenere un esame per tornare sui convogli
FERRARA. È stato un errore umano, quel rosso mancato dal treno della linea Ferrara-Codigoro, dieci giorni fa. L’inchiesta interna svolta da Fer, la società che gestisce gli impianti ferroviari, ha accertato la responsabilità del macchinista e del capotreno che lo affiancava in cabina ed entrambi, dipendenti T-Per da diversi anni, sono stati sospesi dal servizio sui treni. Per poter riprendere quelle mansioni, spiega la stessa T-Per, dovranno seguire un percorso di “ricomposizione delle competenze” e sostenere un esame che consentirà loro di riprendere servizio a bordo dei convogli.
Lo stop saltato per fortuna non ha provocato alcuna grave conseguenza, grazie all’entrata in funzione degli ulteriori sistemi di sicurezza che hanno avvertito il personale della centrale operativa dell’anomalia e consentito di bloccare sul binario d’appoggio il treno che stava partendo dalla stazione di Masi Torello, ed evitare il frontale con il convoglio che, partito da Ferrara, era invece diretto a Codigoro. Quest’ultimo ha proseguito la sua corsa fino alla stazione di Rovereto, dove è stato fermato per far scendere i passeggeri e accompagnarli alle loro destinazioni con un servizio di pullman.
L’unico precedente risale al 17 dicembre 2014 a Quartesana, quando il macchinista, subito dopo essersi accorto di aver “bucato” il semaforo rosso, fece retromarcia: il treno deragliò, tutti incolumi i 70 passeggeri.
Ora il nuovo episodio riporta alla ribalta la necessità, più volte ribadita anche dai rappresentanti dei lavoratori delle ferrovie, di dotare le linee del Sistema Controllo Marcia Treno (Sctm), un dispositivo che blocca automaticamente il convoglio in caso di passaggio con il rosso, o ne riduce la velocità in caso di superamento dei limiti.
I treni ne sono già provvisti, ma mancano le infrastrutture a terra per farle funzionare. Un adeguamento già messo in cantiere da Fer, ma che non avrà tempi immediati. «L’azienda - spiega l’ingegner Carlo Alberto Lunghi direttore dell'esercizio delle linee Fer - gestisce dieci linee per 400 chilometri di binari. Non si tratta semplicemente di collocare il dispositivo Sctm, ma lo si deve integrare a tutti gli impianti di linea già esistenti, che vanno dunque adeguati».
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Per la Ferrara-Codigoro si dovrà aspettare il 2019, la Bologna-Portomaggiore sarà pronta nel 2018 (anche se, da tre anni, il tratto Portomaggiore-Consandolo è già stato attrezzato); tempi più rapidi, entro quest’anno, sono invece previsti per la Casalecchio-Vignola e la Reggio Emilia-Ciano. L’entrata in funzione del Sistema Controllo Marcia Treno consentirà tra l’altro di ripristinare sulla Ferrara-Codigoro i limiti di velocità (110 km/h) in vigore fino al novembre dello scorso anno, quando il nuovo ente di controllo Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) e l’Ansf (Agenzia Italiana per la Sicurezza delle ferrovie) imposero la riduzione a 70 km orari e la presenza del capotreno a fianco del macchinista. Con lo Sctm in cabina tornerà a essere in servizio il solo macchinista.
Alessandra Mura
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