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Ritorno ai campi Le costruzioni sempre più in crisi 

Ritorno ai campi Le costruzioni sempre più in crisi 

Bandiera: c’è una riscoperta dell’agricoltura biologica Bulgarelli: il mercato edilizio sconta le poche agevolazioni

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Agricoltura in ripresa, costruzioni in grossa difficoltà. Si sono invertiti i valori settoriali negli anni della crisi e anche gli ultimi dati sull’imprenditoria giovanile confermano che in regione aumentano gli agricoltori e sono in calo i costruttori tra le giovani generazioni. «Quando ci sono delle crisi economiche - dice Vincenzo Bandiera, consigliere della Coldiretti Ferrara - c’è un ritorno all’antico con tecniche che possono sembrare antiquate ma che paradossalmente sono innovative. Il motivo dell’aumento delle aziende agricole giovanile deriva dal fatto che l’imprenditore decide di fare il coltivatore perché vede il bello dell’agricoltura. Nei decenni scorsi veniva considerato un lavoro anche faticoso e mal retribuito, aspetti che allontanavano i giovani dall’investire nelle campagne. Adesso sembra emergere anche il concetto della passione, il ritorno dalla natura e valori come la salvaguardia della natura dell’ambiente e dei prodotti a chilometri zero che ho iniziato a sperimentare fin da ragazzo quando vendevo i miei prodotti direttamente alla grande distribuzione. Devo dire che è anche aumentata la sensibilità della gente verso i prodotti di qualità, con marchio italiano che sono una spinta alla richiesta di un’agricoltura biologica. Al giovane che si avvicina a questa professione dico di farlo con passione. L’altra faccia della medaglia sono quelli che vanno solo a caccia di contributi, e per questo a livello politico bisognerebbe intervenire».
Fabio Bulgarelli, noto costruttore ferrarese, presidente della squadra di pallacanestro di Ferrara, ha già superato da poco gli “anta” ma è considerato un emblema delle giovani generazioni imprenditoriali.
«Costruzioni in maglia nera? Il problema è sempre quello - osserva Bulgarelli - è la grave crisi del mercato immobiliare che ha portato questo risultato dovuto soprattutto alla crisi del mercato bancario, qui a Ferrara particolarmente sentita. Un giovane per partire con un’impresa oggi o ha alle spalle una famiglia che gli garantisce prestito, altrimenti con i parametri delle banche è difficile avere un sostegno economico, quasi impossibile. Tra l’altro le imprese di costruzione non rientrano in nessuno degli incentivi assegnati alle start up perché non sono considerate innovative, di conseguenza non ci sono fondi e agevolazione per i giovani».
«C’è ancora - continua - nella mentalità comune che le imprese di costruzione negli anni abbiano vissuto di utili e prosperità, ma questa è una considerazione ferma a prima della bolla immobiliare. Sono passati 9 anni è l’edilizia è il settore che invece ha più pagato questa crisi. Senza contare che l’edilizia è il motore dell’economia dell’Italia, fa muovere tante cose, nessun opera manifatturiera ha un indotto come hanno le costruzione. Ci sono poche possibilità di incentivi. In più certi dati sono drogati, perché molte imprese edili sono a carattere artigianale e di imprenditori stranieri che negli anni hanno abbandonato il nostro territorio per mancanza di lavoro andando in Germania. Ora appare chiaro che per salvare il settore occorrano agire con incentivi e defiscalizzazioni, occorre fare qualcosa di strutturale come ha osservato l’altro giorno Confindustria parlando del problema, altrimenti l’edilizia rimarrà in crisi ancora per molti anni». (g.p.z.)

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