goro
«Draga, la Lega fa solo polemiche»
Pescatori infuriati contro Fabbri. Interviene anche la Provincia
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GORO . Pescatori furibondi dopo l’interrogazione della Lega Nord che con Alan Fabbri, capogruppo in consiglio regionale ha sollevato molti dubbi sull’acquisto della draga «attraverso l’unica azienda che ha aderito al progetto Life 13 per la cifra di 600 mila euro. Il concorrente al procedimento di gara – sottolinea Fabbri – avrebbe dovuto presentare tutti i documenti e le certificazioni inerenti alla draga, al pontone e all’escavatore, per il soddisfacimento dei requisiti del Capitolato Tecnico».
Ma il Cosago (Consorzio per la gestione della Sacca di Goro) non ci sta e accusa apertamente il capogruppo regionale della Lega. «Con questa cifra (250 mila euro sono stati sborsati dalla Regione e circa 350 mila tramite contributi del progetto Life 13) non si poteva acquistare nemmeno la metà di quello che si è potuto acquistare. La draga - spiegano Francesco Ballarini, vice presidente del Cosago e i consiglieri Mauro Finotello, Paolo Cazzola e Fausto Gianella - è stata rigenerata qui a Goro ed è stata completamente rifatta, in pratica della vecchia draga è rimasta solo la licenza. Soltanto il corpo dragante sarebbe costato un milione e 200mila euro. Tutto è stato fatto nella più completa trasparenza. Ci dispiace che qualcuno stia cercando di gettare ombre su una questione del genere. Invece di fare polemiche inutili si lavori per mettere in sicurezza la Sacca. Qui non ci sono 1.200 addetti al settore della pesca con l’anello al naso. Si tratta di una polemica sterile che non fa il bene delle comunità di Goro e Gorino». Una cosa è certa - proseguono i consiglieri del Cosago - «non vorremmo che qualcuno facesse questo gioco per fermare i lavori. Questa è cattiveria». Alla gara si è presentata una sola ditta, con un’offerta di 560mila euro (a fronte di una baste d’asta di 600mila euro). Da qui è iniziato il “cammino” della draga ribattezzata “Lady D”.
Immediata anche la replica della Provincia di Ferrara alle affermazioni di Fabbri, che ricorda come le foto pubblicate corrispondono alla draga com’era prima dei lavori di completa ristrutturazione, «eseguiti dal proprietario prima di partecipare al bando di gara e nel corso dei quali sono state aggiunte alcune componenti» . Ricordando la scelta condivisa con la marineria di Goro, «per un sistema usato in buone condizioni in grado però di realizzare tutte le tipologie di lavori di escavo necessari nei prossimi 10 anni in Sacca di Goro», la Provincia ricorda come il bando di gara per aggiudicare la fornitura è stato europeo, cioè come vuole la legge, e come l’ente si sia avvalso «della collaborazione di un ingegnere navale per verificare che tutte le caratteristiche, certificati e dichiarazioni presentati in sede di offerta, corrispondessero ai requisiti del bando, verificando poi la corrispondenza anche in sede di collaudo». L’impianto, mediante il Cosago « inizierà i propri lavori di escavo in Valle di Gorino ai primi di giugno, come da progetto Life, realizzando nei prossimi 12 mesi tre nuovi canali sublagunari lunghi circa 4,6 chilometri» e hanno concluso il loro iter le autorizzazioni per il via dell’intervento.
Ma il Cosago (Consorzio per la gestione della Sacca di Goro) non ci sta e accusa apertamente il capogruppo regionale della Lega. «Con questa cifra (250 mila euro sono stati sborsati dalla Regione e circa 350 mila tramite contributi del progetto Life 13) non si poteva acquistare nemmeno la metà di quello che si è potuto acquistare. La draga - spiegano Francesco Ballarini, vice presidente del Cosago e i consiglieri Mauro Finotello, Paolo Cazzola e Fausto Gianella - è stata rigenerata qui a Goro ed è stata completamente rifatta, in pratica della vecchia draga è rimasta solo la licenza. Soltanto il corpo dragante sarebbe costato un milione e 200mila euro. Tutto è stato fatto nella più completa trasparenza. Ci dispiace che qualcuno stia cercando di gettare ombre su una questione del genere. Invece di fare polemiche inutili si lavori per mettere in sicurezza la Sacca. Qui non ci sono 1.200 addetti al settore della pesca con l’anello al naso. Si tratta di una polemica sterile che non fa il bene delle comunità di Goro e Gorino». Una cosa è certa - proseguono i consiglieri del Cosago - «non vorremmo che qualcuno facesse questo gioco per fermare i lavori. Questa è cattiveria». Alla gara si è presentata una sola ditta, con un’offerta di 560mila euro (a fronte di una baste d’asta di 600mila euro). Da qui è iniziato il “cammino” della draga ribattezzata “Lady D”.
Immediata anche la replica della Provincia di Ferrara alle affermazioni di Fabbri, che ricorda come le foto pubblicate corrispondono alla draga com’era prima dei lavori di completa ristrutturazione, «eseguiti dal proprietario prima di partecipare al bando di gara e nel corso dei quali sono state aggiunte alcune componenti» . Ricordando la scelta condivisa con la marineria di Goro, «per un sistema usato in buone condizioni in grado però di realizzare tutte le tipologie di lavori di escavo necessari nei prossimi 10 anni in Sacca di Goro», la Provincia ricorda come il bando di gara per aggiudicare la fornitura è stato europeo, cioè come vuole la legge, e come l’ente si sia avvalso «della collaborazione di un ingegnere navale per verificare che tutte le caratteristiche, certificati e dichiarazioni presentati in sede di offerta, corrispondessero ai requisiti del bando, verificando poi la corrispondenza anche in sede di collaudo». L’impianto, mediante il Cosago « inizierà i propri lavori di escavo in Valle di Gorino ai primi di giugno, come da progetto Life, realizzando nei prossimi 12 mesi tre nuovi canali sublagunari lunghi circa 4,6 chilometri» e hanno concluso il loro iter le autorizzazioni per il via dell’intervento.
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