FERRARA
Nel week end in arrivo altri 32 profughi
E il bando hub è andato deserto. La presidente di Camelot: appalti regolari e niente affari, rispondiamo a bisogni sociali
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La notizia l’ha data “live” l’assessore al Welfare di Bologna, Luca Rizzo Nervo, durante la parte pubblica dell’assemblea di bilancio della cooperativa Camelot, una delle realtà ferraresi più solide del settore sociale, con una presenza molto forte nell’ambito dell’accoglienza degli immigrati. «Nel week end - ha dichiarato - è previsto l’arrivo in regione di altri 500 profughi oltre ai 500 (in realtà sono stati meno, circa 350, come ha precisato qualche giorno fa il prefetto di Ferrara, Michele Tortora) giunti lo scorso week end». La quota ferrarese dovrebbe essere di una trentina tra oggi e lunedì (20 più 12): l’emergenza tornerà quindi da questa mattina sul tavolo del prefetto e dei Comuni, nell’assenza di nuove destinazioni disponibili e con il bando per l’attivazione di un secondo hub in provincia per 60 posti letto andato deserto, come ha confermato ieri la presidente dell’Asp di Ferrara, Angela Alvisi, nell’ultimo giorno in cui era ancora possibile presentare un’offerta.
Per la prefettura è di nuovo emergenza dopo che già la scorsa settimana si era reso necessario sfruttare al massimo i posti disponibili in tre siti: 28 in tutto suddivisi tra Codigoro nell'albergo Aquila D'Oro (10), Ferrara nell'albergo "La Lupa" (7), e Monestirolo (11).
Il prefetto, in conferenza stampa, si era sostanzialmente scusato per aver dovuto alloggiare i richiedenti asilo su brandine e materassi appoggiati per terra e aveva fatto balenare l’ipotesi da ultima spiaggia di dover ricorrere prima o poi a requisizioni e tendopoli. Che oggi non sarebbero però all’ordine del giorno: probabilmente si tenterà di trovare una soluzione-tampone alternativa evitando prove di forza che, in assenza di nuove disponibilità di spazi e strutture e di fronte a un massiccio afflusso con cadenza settimanale o quasi, forse non sarà possibile rinviare per molto tempo.
Si può supporre un ulteriore sfruttamento di strutture già occupate a meno che non emerga qualche prospettiva maturata nelle ultime ore e attesa invano già la scorsa settimana. Nessun commento “in diretta” è giunto alla comunicazione di Rizzo Nervo da parte dei vertici di Camelot, che attraverso le parole della presidente Patrizia Bertelli, da un anno al comando della coop, hanno però respinto «le accuse, che arrivano in particolare da una forza politica, di speculare sull’accoglienza per farne un business. Noi in realtà soddisfiamo bisogni sociali». L’impresa sta fronteggiando una «crisi reputazionale che ha investito il settore della cooperazione e anche noi. Abbiamo deciso di reagire con un atteggiamento positivo: far conoscere di più e meglio ai cittadini la qualità del nostro lavoro». La società ha chiuso il 2016 con 246 lavoratori (+ 37% di soci e + 28% di lavoratori) e un fatturato di 8.9 milioni di euro che ha fatto registrare un salto del 33% rispetto al 2015. Questa voce del bilancio è sostenuta per il 71% (54% nel 2015) dal settore accoglienza richiedenti asilo, per il 7% dai servizi integrati per l’immigrazione degli enti locali e per il 10% dai servizi educativi. «Noi agiamo nel rispetto delle norme sugli appalti - ha rivendicato Bertelli - e siamo soddisfatti dell’esito dell’inchiesta (archiviazione) che ha visto imputati due operatori dell’Asp e del Comune per la gestione di un appalto risultato regolare anche alla luce degli accertamenti eseguiti dall’Anac». Il presidente della Camera di commercio, Govoni, ha sottolineato la presenza «di tanti giovani» e il radicamento della coop nel territorio come elementi di forza mentre il sindaco Tagliani ha evidenziato «l’opera positiva di coesione» compiuta da «chi si è assunto un compito non facile che altri evitano o fanno finta di non vedere e qualcuno, in cerca di consensi, carica di paure e timori».
Per la prefettura è di nuovo emergenza dopo che già la scorsa settimana si era reso necessario sfruttare al massimo i posti disponibili in tre siti: 28 in tutto suddivisi tra Codigoro nell'albergo Aquila D'Oro (10), Ferrara nell'albergo "La Lupa" (7), e Monestirolo (11).
Il prefetto, in conferenza stampa, si era sostanzialmente scusato per aver dovuto alloggiare i richiedenti asilo su brandine e materassi appoggiati per terra e aveva fatto balenare l’ipotesi da ultima spiaggia di dover ricorrere prima o poi a requisizioni e tendopoli. Che oggi non sarebbero però all’ordine del giorno: probabilmente si tenterà di trovare una soluzione-tampone alternativa evitando prove di forza che, in assenza di nuove disponibilità di spazi e strutture e di fronte a un massiccio afflusso con cadenza settimanale o quasi, forse non sarà possibile rinviare per molto tempo.
Si può supporre un ulteriore sfruttamento di strutture già occupate a meno che non emerga qualche prospettiva maturata nelle ultime ore e attesa invano già la scorsa settimana. Nessun commento “in diretta” è giunto alla comunicazione di Rizzo Nervo da parte dei vertici di Camelot, che attraverso le parole della presidente Patrizia Bertelli, da un anno al comando della coop, hanno però respinto «le accuse, che arrivano in particolare da una forza politica, di speculare sull’accoglienza per farne un business. Noi in realtà soddisfiamo bisogni sociali». L’impresa sta fronteggiando una «crisi reputazionale che ha investito il settore della cooperazione e anche noi. Abbiamo deciso di reagire con un atteggiamento positivo: far conoscere di più e meglio ai cittadini la qualità del nostro lavoro». La società ha chiuso il 2016 con 246 lavoratori (+ 37% di soci e + 28% di lavoratori) e un fatturato di 8.9 milioni di euro che ha fatto registrare un salto del 33% rispetto al 2015. Questa voce del bilancio è sostenuta per il 71% (54% nel 2015) dal settore accoglienza richiedenti asilo, per il 7% dai servizi integrati per l’immigrazione degli enti locali e per il 10% dai servizi educativi. «Noi agiamo nel rispetto delle norme sugli appalti - ha rivendicato Bertelli - e siamo soddisfatti dell’esito dell’inchiesta (archiviazione) che ha visto imputati due operatori dell’Asp e del Comune per la gestione di un appalto risultato regolare anche alla luce degli accertamenti eseguiti dall’Anac». Il presidente della Camera di commercio, Govoni, ha sottolineato la presenza «di tanti giovani» e il radicamento della coop nel territorio come elementi di forza mentre il sindaco Tagliani ha evidenziato «l’opera positiva di coesione» compiuta da «chi si è assunto un compito non facile che altri evitano o fanno finta di non vedere e qualcuno, in cerca di consensi, carica di paure e timori».
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