Si schianta e muore nella rotatoria
Dipendente della Quisisana, l’altra notte guidava il suo scooter. Cordoglio a Francolino, dove viveva con la compagna
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La serata passata con gli amici ad ascoltare musica funky poi il rientro a casa, nel cuore della notte. Gianluca Ghetti, 47 anni, stava tornando a Francolino, frazione del comune di Ferrara che si allunga dal Po verso la città, quando per qualche motivo ancora al vaglio della polizia stradale che ha eseguito i rilievi, non è riuscito a controllare il ciclomotore all’incrocio tra la tangenziale ovest e via Modena, la bretella che collega il casello di Ferrara Sud alla zona ovest della città, bypassando le zone più trafficate e vicine al centro storico.
La “Suzuki 150” di Gianluca Ghetti, invece di imboccare la giusta traiettoria, ha proseguito la marcia oltre l’incrocio sbattendo contro il cordolo della rotatoria che regola il traffico in quel punto del crocevia: il colpo ha disarcionato il conducente che nella caduta ha riportato lesioni mortali.
L’incidente è avvenuto verso le 3.30 di ieri, i soccorsi non hanno potuto fare nulla per il quarantasettenne operatore socio sanitario che prestava servizio nella Casa di cura Quisisana, a Ferrara. Troppo gravi le ferite, nonostante l’arrivo di ambulanza e automedica.
Sulle cause della tragica sbandata nessuna ipotesi viene al momento scartata, dalla disattenzione al colpo di sonno, malore compreso, un quesito a cui dovrà rispondere l’autopsia. Ciò che viene escluso è che nell’incidente siano coinvolti altri mezzi. Stando ai primi accertamenti compiuti dalla polstrada Ghetti avrebbe fatto tutto da solo. È stato identificato dalla targa del veicolo perché non aveva documenti addosso.
La notizia, a Francolino, dove vive la compagna, Stefania, dipendente di una struttura sanitaria, è giunta in mattinata. L’uomo stava probabilmente rientrando a casa dopo aver salutato gli amici dell’Arlecchino, locale da ballo che propone musica anni ’70 e ’80 di cui Ghetti era appassionato assieme alla compagna. Entrambi sono conosciuti nel locale di Santa Maria Codifiume, che frequentavano da tempo e dove si erano incontrati qualche anno fa.
Ghetti, originario del forlivese dove abita ancora la famiglia, aveva deciso di trasferirsi a Ferrara dove era domiciliato avendo mantenuto la residenza nella provincia romagnola.
Odontotecnico, l’uomo aveva lavorato - dice chi lo ha conosciuto quando ancora abitava nel forlivese - come autista di veicoli a noleggio; quando ha deciso di spostarsi a Ferrara per formare una famiglia ha cercato e trovato lavoro come operatore socio-sanitario. Alla Quisisana aveva stretto rapporti amichevoli con i colleghi con i quali aveva anche formato una squadra di calcetto. Venerdì pomeriggio era libero dal servizio, aveva tagliato l’erba del giardino. Poi l’uscita in scooter e il tragico finale.
La “Suzuki 150” di Gianluca Ghetti, invece di imboccare la giusta traiettoria, ha proseguito la marcia oltre l’incrocio sbattendo contro il cordolo della rotatoria che regola il traffico in quel punto del crocevia: il colpo ha disarcionato il conducente che nella caduta ha riportato lesioni mortali.
L’incidente è avvenuto verso le 3.30 di ieri, i soccorsi non hanno potuto fare nulla per il quarantasettenne operatore socio sanitario che prestava servizio nella Casa di cura Quisisana, a Ferrara. Troppo gravi le ferite, nonostante l’arrivo di ambulanza e automedica.
Sulle cause della tragica sbandata nessuna ipotesi viene al momento scartata, dalla disattenzione al colpo di sonno, malore compreso, un quesito a cui dovrà rispondere l’autopsia. Ciò che viene escluso è che nell’incidente siano coinvolti altri mezzi. Stando ai primi accertamenti compiuti dalla polstrada Ghetti avrebbe fatto tutto da solo. È stato identificato dalla targa del veicolo perché non aveva documenti addosso.
La notizia, a Francolino, dove vive la compagna, Stefania, dipendente di una struttura sanitaria, è giunta in mattinata. L’uomo stava probabilmente rientrando a casa dopo aver salutato gli amici dell’Arlecchino, locale da ballo che propone musica anni ’70 e ’80 di cui Ghetti era appassionato assieme alla compagna. Entrambi sono conosciuti nel locale di Santa Maria Codifiume, che frequentavano da tempo e dove si erano incontrati qualche anno fa.
Ghetti, originario del forlivese dove abita ancora la famiglia, aveva deciso di trasferirsi a Ferrara dove era domiciliato avendo mantenuto la residenza nella provincia romagnola.
Odontotecnico, l’uomo aveva lavorato - dice chi lo ha conosciuto quando ancora abitava nel forlivese - come autista di veicoli a noleggio; quando ha deciso di spostarsi a Ferrara per formare una famiglia ha cercato e trovato lavoro come operatore socio-sanitario. Alla Quisisana aveva stretto rapporti amichevoli con i colleghi con i quali aveva anche formato una squadra di calcetto. Venerdì pomeriggio era libero dal servizio, aveva tagliato l’erba del giardino. Poi l’uscita in scooter e il tragico finale.
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