la replica alla trombin
Facciamo appello ai consiglieri perché non votino per l’uscita
L’Unione aveva intenzione di tendere la mano ai cittadini di Jolanda per salvaguardare una comunità attraverso la seguente proposta: il Comune di Jolanda di Savoia potrà rimborsare il debito residuo,...
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L’Unione aveva intenzione di tendere la mano ai cittadini di Jolanda per salvaguardare una comunità attraverso la seguente proposta: il Comune di Jolanda di Savoia potrà rimborsare il debito residuo, pari ad € 519.000, maturato nei confronti dell’Unione, in 240 rate costanti mensili, per un periodo di anni 20, sino alla completa estinzione del debito. All’Unione dei Comuni saranno riconosciuti gli interessi nel limite del tasso legale annuo. Detta dilazione dovrà essere sottoposta ad approvazione del consiglio dell’Unione. Il Comune di Jolanda si dovrà impegnare al pagamento puntuale dei trasferimenti ordinari all’Unione, anche per il funzionamento dell’Assp, presenti e futuri, nella misura determinata secondo lo statuto e i regolamenti, secondo scadenze stabilite per tutti gli enti. Il mancato o ritardato pagamento nei termini, anche di una sola rata della dilazione, ovvero dei trasferimenti ordinari di cui al punto determinerà la decadenza dal beneficio del termine accordato. Il Comune di Jolanda si impegnerà ad una profonda riduzione della spesa corrente, sino al completo riassorbimento del disavanzo o, comunque, sino al riassorbimento di ulteriori disavanzi emergenti per gli esercizi futuri. Raddoppiando, nei medesimi termini di cui al punto precedente, la percentuale di copertura dei servizi a domanda individuale e riducendo, per il medesimo periodo temporale, del 50% rispetto alla media dell’ultimo triennio, le spese per sagre, fiere, feste o altre ricorrenze. Infine, il Comune deve adeguare tempestivamente l’importo delle indennità degli amministratori alla attuale dimensione demografica dell’ente.
La presente proposta, condizionata al parere favorevole del revisore dei conti dell’Unione dei Comuni, dovrà essere accettata, per iscritto, entro il 05 giugno del 2017.
Facciamo appello alla responsabilità dei consiglieri perché votare l'uscita dall’Unione deve essere una scelta consapevole, che a cascata ha conseguenze importanti sulla comunità, conseguenze che forse non sono state analizzate e comprese nella loro interezza. Uscire dall’Unione non è come cambiarsi d’abito...
Come pensa il Comune di Jolanda di garantire i servizi ai propri cittadini dopo aver accertato, con deliberazione G.C. n. 256 del 2017, un disavanzo di amministrazione pari a circa € 937.000? Non ha personale sufficiente, né può assumerne in quanto soggetto alla sanzione della corte dei conti per violazione del patto di stabilità di anni addietro.
Il Comune di Jolanda può certamente decidere di agire come crede, ricordiamo però al sindaco che affinché lei possa passare in un’altra Unione la legge regionale prevede che ci sia coerenza tra l’appartenenza a un ambito territoriale ottimale e i confini del distretto socio-sanitario. Attualmente, il Comune di Jolanda fa parte del distretto nord insieme ai Comuni dell’Unione Terre e Fiumi ed a Ferrara, Voghiera e Masi Torello.
Qualora Jolanda decidesse di uscire, le condizioni della rateizzazione andranno riviste perché vengono chiaramente meno i presupposti di solidarietà tra enti che ne costituivano la base: non corrispondere ad un ente circa 700mila euro per servizi erogati è sintomatico di un modus operandi che parla da solo e che mal si concilia, anche con il ruolo di assessore all’interno della giunta dell’Unione stessa, nella quale il sindaco ha ricevuto per qualche anno anche la delega al bilancio.
Pertanto, se Jolanda decide di uscire e ritiene che la scelta sia praticabile, che onori i propri debiti e vada dove crede, offrendo garanzie alla comunità che dovrebbe rappresentare.
Auspichiamo, infatti, che una tale decisione venga presa nell'interesse dei propri cittadini e non sulla base delle simpatie o delle antipatie verso i colleghi di giunta.
L'Unione è un ente in cui crediamo profondamente, che potrebbe investire circa 800mila euro di avanzo per restituire attraverso servizi e progetti quei sacrifici fatti negli anni dai Comuni e che adesso stanno danno i loro frutti: ma non lo possiamo fare perché la situazione del Comune di Jolanda ci impone prudenzialmente di continuare ad accantonare anche su indicazione del nostro revisore.
I sindaci di Copparo,
Formignana, Berra e Ro
La presente proposta, condizionata al parere favorevole del revisore dei conti dell’Unione dei Comuni, dovrà essere accettata, per iscritto, entro il 05 giugno del 2017.
Facciamo appello alla responsabilità dei consiglieri perché votare l'uscita dall’Unione deve essere una scelta consapevole, che a cascata ha conseguenze importanti sulla comunità, conseguenze che forse non sono state analizzate e comprese nella loro interezza. Uscire dall’Unione non è come cambiarsi d’abito...
Come pensa il Comune di Jolanda di garantire i servizi ai propri cittadini dopo aver accertato, con deliberazione G.C. n. 256 del 2017, un disavanzo di amministrazione pari a circa € 937.000? Non ha personale sufficiente, né può assumerne in quanto soggetto alla sanzione della corte dei conti per violazione del patto di stabilità di anni addietro.
Il Comune di Jolanda può certamente decidere di agire come crede, ricordiamo però al sindaco che affinché lei possa passare in un’altra Unione la legge regionale prevede che ci sia coerenza tra l’appartenenza a un ambito territoriale ottimale e i confini del distretto socio-sanitario. Attualmente, il Comune di Jolanda fa parte del distretto nord insieme ai Comuni dell’Unione Terre e Fiumi ed a Ferrara, Voghiera e Masi Torello.
Qualora Jolanda decidesse di uscire, le condizioni della rateizzazione andranno riviste perché vengono chiaramente meno i presupposti di solidarietà tra enti che ne costituivano la base: non corrispondere ad un ente circa 700mila euro per servizi erogati è sintomatico di un modus operandi che parla da solo e che mal si concilia, anche con il ruolo di assessore all’interno della giunta dell’Unione stessa, nella quale il sindaco ha ricevuto per qualche anno anche la delega al bilancio.
Pertanto, se Jolanda decide di uscire e ritiene che la scelta sia praticabile, che onori i propri debiti e vada dove crede, offrendo garanzie alla comunità che dovrebbe rappresentare.
Auspichiamo, infatti, che una tale decisione venga presa nell'interesse dei propri cittadini e non sulla base delle simpatie o delle antipatie verso i colleghi di giunta.
L'Unione è un ente in cui crediamo profondamente, che potrebbe investire circa 800mila euro di avanzo per restituire attraverso servizi e progetti quei sacrifici fatti negli anni dai Comuni e che adesso stanno danno i loro frutti: ma non lo possiamo fare perché la situazione del Comune di Jolanda ci impone prudenzialmente di continuare ad accantonare anche su indicazione del nostro revisore.
I sindaci di Copparo,
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