sanT’AGOSTINO
«Lottiamo per giustizia e verità»
Il Comitato verifiche ricostruzione si presenta a Terre del Reno
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SANt’AGOSTINO. Il Comitato verifiche ricostruzioni venerdì sera si è presentato ufficialmente anche nel territorio del comune Terre del Reno e lo ha fatto nella sala Bonzagni. Il comitato costituitosi spontaneamente nel mese di febbraio vede al suo interno 7 persone di diversi paesi della provincia di Ferrara: Daniele Biancardi, Marco Mattarelli, Lorenzo Baruffaldi, Mirco Gallerani, Gilberto Toselli, Nelson Zagni e Andrea Zaniboni. Tra il pubblico nonostante gli inviti fatti dai componenti del comitato agli enti amministrativi e ai candidati sindaci di Terre del Reno, l’unica presente Gaia Righi della lista Cambiamo Davvero.
«Non siamo un gruppo che rallenta o infastidisce la ricostruzione- spiega Andrea Zaniboni- chi ha diritto è giusto che abbia ciò che gli spetta, ma chi ha sbagliato, che sia errore in buona fede o anche dolo, è giusto che dia delle spiegazioni a chi ad oggi viene classificato un terremotato di seconda classe». «Ci dispiace che gli altri invitati non abbiano trovato tempo per presenziare a questo incontro - esordisce Baruffaldi - In questi mesi abbiamo verificato i criteri di erogazioni dei fondi ricostruzione per il terremoto e stiamo portando avanti decine di esposti. Sul territorio dell’Alto Ferrarese, si vedono fienili abbandonati da prima del terremoto, ricostruiti con i fondi del sisma. Oltre a fare chiarezza sulla ricostruzione, ci stiamo impegnando anche su un’altra opera di cui non ne sentiamo la necessità: l’autostrada Cispadana che porterà solo disagio al territorio». Nelson Zagni illustra ai presenti il tracciato della stessa: «L’autostrada separerà i due comuni che si sono uniti con la fusione, tutto questo mi sembra un’assurdità - spiega Zagni-, per me la soluzione ideale sarebbe completare l’attuale Cispadana, 25 km sono già fatti, ne basterebbero altri 45 per completare la Ferrara-Rolo. L’autostrada oltre che a gravare sulle tasche di tutti, porterà enormi disagi all’ambiente e al quieto vivere». Nel corso della serata Biancardi ha mostrato una carrellata di immagini di alcuni immobili, ricostruiti con i contributi del terremoto, illustrando come erano prima del terremoto e come sono oggi dopo la ricostruzione. «Sono foto prese da google maps antecedente al sisma - conclude Mattarelli - ciò che ci spinge a queste verifiche è il nostro dovere morale e civico. Stiamo investendo il nostro tempo, per difendere i cittadini perché crediamo nella verità e in un futuro migliore».
Maria Teresa Cafiero
«Non siamo un gruppo che rallenta o infastidisce la ricostruzione- spiega Andrea Zaniboni- chi ha diritto è giusto che abbia ciò che gli spetta, ma chi ha sbagliato, che sia errore in buona fede o anche dolo, è giusto che dia delle spiegazioni a chi ad oggi viene classificato un terremotato di seconda classe». «Ci dispiace che gli altri invitati non abbiano trovato tempo per presenziare a questo incontro - esordisce Baruffaldi - In questi mesi abbiamo verificato i criteri di erogazioni dei fondi ricostruzione per il terremoto e stiamo portando avanti decine di esposti. Sul territorio dell’Alto Ferrarese, si vedono fienili abbandonati da prima del terremoto, ricostruiti con i fondi del sisma. Oltre a fare chiarezza sulla ricostruzione, ci stiamo impegnando anche su un’altra opera di cui non ne sentiamo la necessità: l’autostrada Cispadana che porterà solo disagio al territorio». Nelson Zagni illustra ai presenti il tracciato della stessa: «L’autostrada separerà i due comuni che si sono uniti con la fusione, tutto questo mi sembra un’assurdità - spiega Zagni-, per me la soluzione ideale sarebbe completare l’attuale Cispadana, 25 km sono già fatti, ne basterebbero altri 45 per completare la Ferrara-Rolo. L’autostrada oltre che a gravare sulle tasche di tutti, porterà enormi disagi all’ambiente e al quieto vivere». Nel corso della serata Biancardi ha mostrato una carrellata di immagini di alcuni immobili, ricostruiti con i contributi del terremoto, illustrando come erano prima del terremoto e come sono oggi dopo la ricostruzione. «Sono foto prese da google maps antecedente al sisma - conclude Mattarelli - ciò che ci spinge a queste verifiche è il nostro dovere morale e civico. Stiamo investendo il nostro tempo, per difendere i cittadini perché crediamo nella verità e in un futuro migliore».
Maria Teresa Cafiero
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