Confronto pubblico Ora l’Unione sfida la Trombin a casa sua
Perelli: questa è una scelta che deve essere partecipata Ma il sindaco di Jolanda non lascia spiragli: è troppo tardi
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JOLANDA DI SAVOIA. Un incontro per spiegare ai cittadini di Jolanda cosa potrebbe comportare l’uscita da Terre e Fiumi. È questa la contromossa dei sindaci del Pd dell’Unione per evitare che si arrivi allo strappo annunciato da Elisa Trombin, primo cittadino jolandino. «Un’iniziativa pubblica a Jolanda per raccontare cos’è l’Unione Terre e Fiumi e come funziona e spiegare a suon di numeri- dice la presidente Laura Perelli- che restare conviene».
Insomma, sfida accettata e rilancio sul tavolo, spostando l’attenzione sulle questioni elencate dalla Trombin come motivi per il divorzio e portando il dibattito proprio a casa sua. «È vero - aggiunge la Perelli -, sono stati anni di sacrifici per i Comuni, ma ora come Unione abbiamo un avanzo importante che potrebbe essere speso per incrementare i servizi. E che, invece, è congelato proprio a causa del buco di Jolanda. L’Unione è uno strumento fondamentale per sostenere l’azione amministrativa dei Comuni: è giusto dirlo, spiegarlo ai cittadini».
Data e luogo da stabilire, ma è deciso che l’incontro sarà a Jolanda, probabilmente la seconda settimana di giugno: «La scelta di lasciare l’Unione o restare riguarda il futuro della comunità, non può essere presa senza confronto. Per questo vogliamo informare i cittadini di Jolanda, affinché siano consapevoli e la scelta possa essere partecipata».
Motivando l’addio, la Trombin aveva puntato il dito sui costi, a suo giudizio elevatissimi, dei servizi erogati dall’Unione: «Abbiamo chiesto agli uffici di estrapolare i dati, per poter essere precisi nel rispondere, anche per questo non abbiamo ancora potuto fissare la data. E, ovvio, spero venga anche la Trombin, ci sarà modo per confrontarsi».
Com’era prevedibile, l’annuncio del sindaco jolandino ha provocato la reazione dei sindaci del Pd sfociata nel documento di ieri, al quale la Trombin ha prontamente risposto: «Nella lunga nota - dice - non si fa cenno alle quote troppo esose rispetto ai servizi ricevuti. Rossi (sindaco di Copparo, ndr) considera l’Unione come una società per azioni nella quale è azionista di maggioranza, gestita per Copparo a discapito dei soci più piccoli. Ci dicono di chiudere una scuola e costringere i cittadini a spostarsi, così da desertificare il nostro territorio proprio ora che con l’aumento dell’occupazione ne ha più bisogno; e guarda caso stessa cosa che dice la nostra opposizione da tre anni. Poi, solo ora arriva una proposta “vantaggiosissima” di rate minori per il debito, non prima, ma se siamo una preoccupazione così grande perché fanno appello ai nostri consiglieri di votare contro l’uscita? L’avanzo così elevato è di oggi, anziché investire per migliorare i servizi e far risparmiare i nostri cittadini, pare vogliano spendere in telecamere. I costi di Copparo non sono più a carico di Jolanda, faceva comodo: metà dell’avanzo dell’Unione è pari alla nostra quota annuale. Come civica siamo compatti, con questa scelta ci sentiamo più sollevati. E l’ultimatum del 5 giugno è puerile: è troppo tardi».
Insomma, sfida accettata e rilancio sul tavolo, spostando l’attenzione sulle questioni elencate dalla Trombin come motivi per il divorzio e portando il dibattito proprio a casa sua. «È vero - aggiunge la Perelli -, sono stati anni di sacrifici per i Comuni, ma ora come Unione abbiamo un avanzo importante che potrebbe essere speso per incrementare i servizi. E che, invece, è congelato proprio a causa del buco di Jolanda. L’Unione è uno strumento fondamentale per sostenere l’azione amministrativa dei Comuni: è giusto dirlo, spiegarlo ai cittadini».
Data e luogo da stabilire, ma è deciso che l’incontro sarà a Jolanda, probabilmente la seconda settimana di giugno: «La scelta di lasciare l’Unione o restare riguarda il futuro della comunità, non può essere presa senza confronto. Per questo vogliamo informare i cittadini di Jolanda, affinché siano consapevoli e la scelta possa essere partecipata».
Motivando l’addio, la Trombin aveva puntato il dito sui costi, a suo giudizio elevatissimi, dei servizi erogati dall’Unione: «Abbiamo chiesto agli uffici di estrapolare i dati, per poter essere precisi nel rispondere, anche per questo non abbiamo ancora potuto fissare la data. E, ovvio, spero venga anche la Trombin, ci sarà modo per confrontarsi».
Com’era prevedibile, l’annuncio del sindaco jolandino ha provocato la reazione dei sindaci del Pd sfociata nel documento di ieri, al quale la Trombin ha prontamente risposto: «Nella lunga nota - dice - non si fa cenno alle quote troppo esose rispetto ai servizi ricevuti. Rossi (sindaco di Copparo, ndr) considera l’Unione come una società per azioni nella quale è azionista di maggioranza, gestita per Copparo a discapito dei soci più piccoli. Ci dicono di chiudere una scuola e costringere i cittadini a spostarsi, così da desertificare il nostro territorio proprio ora che con l’aumento dell’occupazione ne ha più bisogno; e guarda caso stessa cosa che dice la nostra opposizione da tre anni. Poi, solo ora arriva una proposta “vantaggiosissima” di rate minori per il debito, non prima, ma se siamo una preoccupazione così grande perché fanno appello ai nostri consiglieri di votare contro l’uscita? L’avanzo così elevato è di oggi, anziché investire per migliorare i servizi e far risparmiare i nostri cittadini, pare vogliano spendere in telecamere. I costi di Copparo non sono più a carico di Jolanda, faceva comodo: metà dell’avanzo dell’Unione è pari alla nostra quota annuale. Come civica siamo compatti, con questa scelta ci sentiamo più sollevati. E l’ultimatum del 5 giugno è puerile: è troppo tardi».
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