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CINQUE ANNI DOPO

Mattarella: sisma alle spalle, vinta la paura

di Alessandra Mura
Mattarella: sisma alle spalle, vinta la paura

«Qui la ricostruzione è stata un atto corale». Al via i progetti del Fondo di Solidarietà 

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PIEVE DI CENTO. «Quella della ricostruzione, qui, è stata un’azione corale tra imprese e lavoratori, tra istituzioni e società, con il contributo della comunità tutta». Descrive così il modello emiliano della reazione post-sisma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri in visita nelle zone colpite dal terremoto nel quinto anniversario di quelle scosse devastanti. Prima a Mirandola, poi a Pieve di Cento, per l’inaugurazione della Casa della Musica che da oggi ospiterà sia gli studenti delle scuole medie a indirizzo musicale, sia il Circolo Pievese di Musica Moderna. È un simbolo, questo esempio di bioarchitettura sorto proprio accanto alle scuole, che insieme al Centro sport e cultura di Bondeno, alla Scuola di danza di Reggiolo (Reggio Emilia) e al Centro di co-working di Quistello (Mantova), ha dato concretezza ai 7 milioni e mezzo del Fondo di solidarietà istituito all’indomani del sisma da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Confservizi. I lavoratori di tutta Italia hanno regalato un’ora del loro lavoro, il resto lo hanno messo Confindustria Emilia Romagna e Confservizi, u tutto è confluito nel Trust Nuova Polis di cui è garante l’ex ministro Piero Gnudi. Il risultato è la realizzazione di cinque progetti che coinvolgono altrettante realtà colpite dal sisma e che rappresentano, ha continuato Mattarella «una prova di fiducia nella vita e nel futuro». Un messaggio «prezioso, in questa stagione segnata da episodi negativi, ma anche da tanti momenti di generosità».

Le scuole, ha proseguito il Capo dello Stato, sono «il primo passo verso la continuità» al pari delle imprese e delle abitazioni. Ma è con la tutela della cultura che si ha «la completezza della convivenza. La cultura è importante per il presente e per il futuro. Qui la comunità è stata non solo il fine, ma la base stessa della ricostruzione, perché ha saputo sostenerla e sorreggerla. Per questo vi ringrazio e vi faccio i miei auguri».
Ricordando il terremoto Mattarella è sottolineato inoltre che «Si è condiviso in Italia il dolore di quel che è avvenuto. Molti allora avevano timori sulla disgregazione del tessuto sociale e produttivo, oppure sulla fuga dai territori colpiti. La vostra capacità, la vostra volontà ha vanificato queste paure e avviato una ricostruzione di grande successo. È Stata un'opera impegnativa, importante, le cui basi certamente risiedono nella cultura queste zone e nella capacità di reazione del suo tessuto sociale. La cultura del lavoro e dell'impegno trasmessa di generazione in generazione ha reso questi territori capaci di affrontare le difficoltà».

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Il presidente è arrivato in leggero anticipo sulla tabella di marcia; l’elicottero partito da Mirandola è atterrato a Pieve di Cento attorno alle 11.15 e dieci minuti più tardi è stato salutato dal comitato d’accoglienza, con le “eroiche” scolaresche delle elementari e delle medie che, al sole, hanno prima atteso il presidente, poi gli hanno dato il benvenuto sventolando le bandierine tricolori e infine hanno ascoltato compiti, nonostante il caldo soffocante, gli interventi di tutte le autorità. Al termine un graditissimo sorso d’acqua. «Chi ha sete?», chiede una delle maestre e immediato si solleva un pigolìo accompagnato da una schiera di bicchierini di carta. Mattarella era accompagnato dal presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione Stefano Bonaccini e dal suo predecessore Vasco Errani oltre al sindaco metropolitano Virginio Merola e al primo cittadino di Pieve di Cento Sergio Maccagnani, anche l’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi, il presidente di Unindustria Emilia Romagna Maurizio Marchesini, il presidente della Fondazione Carife e vicepresidente di Confindustria Emilia Area Centro Riccardo Maiarelli, il direttore di Unindustria Ferrara Paolo Bonora, l’ex premier Romano Prodi, l’imprenditore Vilmo Ferioli, il vicesindaco di Bondeno Simone Saletti, il consigliere regionale Alan Fabbri, il sindaco di Cento Fabrizio Toselli, il presidente di Caricento Carlo Alberto Roncarati, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Ferrara Francesca Battista, Paolo Baiamonte e Massimo Zanirato, e i loro “colleghi” regionali. A nome dei sindacati ha parlato Giorgio Graziani (Cisl), ringraziando «tutti i lavoratori e le imprese che con il loro contributo hanno permesso di riaccendere la luce della speranza in luoghi in cui per molto tempo sembrava essere spenta».

Marchesini (Unindutria) ha invece ribadito che il «terremoto dei capannoni ci ha uniti e fortificati», mentre il sindaco di Pieve di Cento Maccagnani ha parlato della Casa della Musica, e degli altri progetti sostenuti dal Fondo, come di «un antidoto all’odio e alla paura», oltre che a un incoraggiamento per i terremotati del Centro Italia: «il territorio può tornare più bello di prima». Ma è stato il vescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi a regalare la sintesi più felice, nel dare la sua benedizione alla neonata struttura, tra i cori dei bambini finalmente rifocillati: «Quando uno canta è sempre contento».

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