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Un album di figurine per gli ‘anta’ 

Un album di figurine per gli ‘anta’ 

Copparo, il fotografo Perelli racconta l’iniziativa per i primi 40 anni del Palio

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COPPARO. È iniziata la vendita delle figurine della raccolta dedicata al Palio di Copparo, una novità proposta per la serie di iniziative di sostegno pensate dall’associazione dei rioni per arricchire il percorso di avvicinamento all’edizione dei 40 anni del palio. Sono state raccolte foto ormai d'epoca, ricordi dai rioni, istanti di passato fissati sulla pellicola e frammenti di futuro rappresentati dalle immagini dei partecipanti. Al fotografo Elvio Perelli, che ha collaborato in modo efficacissimo all'iniziativa, qualche parola di presentazione. «Il Palio l’ho seguito per la prima volta alla seconda edizione, nel ’78: niente palchi, allora. Poi arrivarono i tubi innocenti ed ora l’arena. Quella volta misi un asse da stiro sopra il portapacchi della mia vecchia cinquecento per vedere “dall’alto”. Le prime foto mie sono dell’80. E adesso siamo arrivati all'edizione dei 40 anni. E quindi ripenso ai tanti giovani copparesi che hanno partecipato, rivestendo ruoli diversi, nei tanti ruoli in cui si deve calare chi partecipa a una manifestazione come questa».
E Perelli parla di Tamburini, chiarine, sbandieratori, di abiti meravigliosi e corteggio storico, di duchi, conti e diversi signori con le loro bellissime dame. «In piazza sono passati armigeri con corazze, spade e alabarde; contadini e artigiani con i loro attrezzi rigorosamente riprodotti. Migliaia di persone che hanno dato vita, in questi quarant’anni, alla rievocazione del periodo di luce, tra il 15º e 16º secolo, per la nostra provincia. La corte degli Estensi, all’epoca, era una fra le più i più prestigiose e il ducato uno dei più moderni d'Europa».
La raccolta di figurine si sofferma sugli attuali protagonisti, ma non intende dimenticare chi, con disponibilità, passione e sacrificio, ha permesso di arrivare sin qui, a quella che è probabilmente è la manifestazione più longeva del nostro territorio, un patrimonio copparese. E una memoria che vuole perpetuarsi per ricordare chi questa manifestazione ha voluto, creato e fatto crescere. E magari non è più tra la folla del Palio. Solo più in alto, a godersi lo spettacolo. (ale.bas.)

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