La Nuova Ferrara

Ferrara

A13, la terza corsia adesso è una priorità 

di Gian Pietro Zerbini
A13, la terza corsia adesso è una priorità 

Troppi incidenti e traffico in aumento: il progetto sull’allargamento dell’autostrada piace ma ci sono ancora ostacoli

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La A13 negli ultimi giorni si è trasformata in un vero campo di battaglia. Incidenti purtroppo anche con esito mortale, tamponamenti e code hanno contrassegnato quella che dalla sua inaugurazione avvenuta quasi mezzo secolo fa, nel giugno 1970, era considerata una delle autostrade meno trafficate e più tranquille. Allora la si poteva paragonare all’odierna A31, quel tratto rodigino della Valdastico che parte da Badia sulla Transpolesana, quasi deserta. Da allora la A13 a differenze di molte altre autostrade italiana non ha subito cambiamenti, è rimasta immutata con le sue due corsie, per sostenere un traffico che andava bene negli anni Settanta ma che adesso è diventato quasi insostenibile. Allora c’era ancora la “cortina di Ferro”, e il traffico verso i Paesi del blocco sovietico erano quasi nullo. Ora è diventata tra le più importanti arterie di comunicazione italiana con i paesi dell’est europeo e tra il centro il nord est dell’Italia. Le vetture in transito sono aumentate in maniera esponenziale e il traffico paga inevitabilmente dazio con code e rallentamenti che favoriscono i tamponamenti e gli incidenti gravi. Da qui la necessità della costruzione di una terza corsia che possa diluire maggiormente il traffico e dare più opportunità di sfogo in caso di code e incidenti. Non che sia la bacchetta magica per risolvere il problema gravissimo dell’incidentalità, ma almeno faciliterebbe il transito dei veicoli. Ecco perché il progetto di Autostrade, di costruire la terza corsia tra i caselli di Ferrara Sud e dell’Arcoveggio a Bologna, è visto con molto interesse e ci sono istituzioni che spingono a farlo alla svelta, evitando di perdere tempo in burocrazia e contenziosi. Uno fra questi è il Comune di Ferrara, interessato in maniera minore dal punto di vista territoriale, visto che il tratto in questione attraversa il comune per alcune centinaia di metri per poi passare sotto l’amministrazione di Poggio Renatico, ma in maniera invece consistente per quanto riguarda l’utenza con molti ferraresi fruitori di quel tratto autostradale perché orbitano soprattutto per lavoro nell’area bolognese.
«La terza corsia sulla A13 - dichiara Aldo Modonesi l’assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e mobilità del Comune di Ferrara - è un progetto che va favorito perché è fondamentale per la viabilità ferrarese. Mi auguro che si giunga in tempi brevi a un definitivo accordo progettuale per cantierare il prima possibile, tra l’altro mi risulta che alcune pratiche di esproprio sono già state avviate, per cui occorre realizzare al più presto l’allargamento dell’autostrada. Recandomi spesso a Bologna per impegni istituzionali, tocco ogni volta con mano come il traffico sia aumentato considerevolmente, per cui avanti tutta con la terza corsia».
I sindaci dei comuni bolognesi, in passato avevano fatto osservazioni sul progetto, contestando la mancanza di opere di compensazione.
«Non vorrei - dice Marco Monesi, che ha la delega delle infrastrutture per contro della città metropolitana di Bologna, l’ente che ha sostituito la vecchia provincia - che passasse l’idea che siano i comuni bolognesi a mettere il bastone tra le ruote al progetto di allargamento. Noi lo consideriamo importatissimo, però è bene che il progetto preveda anche opere di collegamento strutturali idonee a sorreggere un traffico autostradale a tre corsi, con la creazione di rotatorie, ponti e strutture varie più moderne e funzionali per la viabilità ordinaria. Importante per noi il collegamento per Ferrara». Allora, vista l’emergenza, cosa si aspetta?

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