Droga, stangata alla mafia cinese
Per la piantagione di marijuana, 18 anni a sei cittadini cinesi agricoltori fai da te
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La nuova mafia cinese coltiva droga e lo fa tra l’Emilia e il Veneto, visti i risultati dell’operazione di polizia e carabinieri nei mesi scorsi. Uno di questi che ha legami con il Ferrara si è concluso davanti ai giudici di Rovigo con la stangata di 18 anni di carcere e 150mila euro di multe per sei cinesi che vennero trovati a gestire in un casolare delle campagne di Adria una piantagione di marijuana: 500 piante, 400 delle quali in coltivazione e le restanti in essiccazione per diverse decine di chili di droga. Nel casolare che sembrava abbandonato, avevano adibito sei camere alla coltivazione con apparecchiature sofisticate: termostati, motori per la ventilazione, lampade e trasformatori. E quindi anche il necessario per confezionare sottovuoto la marijuana: dal produttore al consumatore, a km zero. Visto che secondo anche i risultati di altre indagini e blitz - l’ultimo quello della polizia di Ferrara nella nostra provincia in altri capannoni- casolari - la droga viene coltivata per essere piazzata sul mercato più vicino, rispettando il principio del km 0. I sei imputati, 4 uomini e due donne hanno avuto tre anni di condanna a testa in rito abbreviato. Dunque se produrre marijuana rende, il rischio di essere stangati è dietro l’angolo.
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