da 7 anni la perseguita
Ex carabiniere condannato per stalking su ex compagna
Da tempo dorme sul divano, pronta a scattare, chiusa in casa, con il terrore che il suo ex compagno, un ex carabiniere, entri in casa: una delle tante case che ha già cambiato nell’arco di 7 anni,...
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Da tempo dorme sul divano, pronta a scattare, chiusa in casa, con il terrore che il suo ex compagno, un ex carabiniere, entri in casa: una delle tante case che ha già cambiato nell’arco di 7 anni, per sfuggire a lui. Che nonostante la loro relazione sia finita nel 2010 (era iniziata nel 2006) continua da anni a perseguitarla. E da anni, lui, l’ex militare che non si dà vinto e non si convince, colleziona condanne, penali e civile per stalking. Nei giorni scorsi l’ultima condanna, 1 anno e 10 mesi come deciso dal giudice Debora Landolfi e dal pm Sheila Davi alla presenza dei legali della donna (Gianni Ricciuti e Vittorio Zappaterra) e della difesa (Samuele Neri).
Lui 59 anni costringe lei 44enne da anni al continuo e perenne stato d’ansia. E lei per difendersi con i suoi legali è obbligata ad attivare processi su processi, per la persecuzione che subisce. Il primo tanti anni fa chiuso con un patteggiamento a 1 anno e 6 mesi. Una persecuzione che ha portato lui anche in carcere per aver violato divieti di avvicinamento imposti per stalking. Addirittura nel settembre scorso era stato condannato dal giudice civile a risarcire l'ex compagna con 50mila euro, proprio per tutta la sofferenza che le aveva costretta a sopportare in anni di stalking. Una lezione che non gli è servita (di quei soldi, tra l'altro, finora la donna non ha visto traccia), ma che anzi lo aveva indotto a continuare la persecuzione cominciata 7 anni fa. E allora, ecco che secondo il campo di imputazione lui arrivare a 300 messaggi telefonici in pochi mesi, altri nella sua posta elettronica con fare e dire minacciosi: «Ti ringrazio del male che mi stai facendo, quel male tornerà su di te». E lui, con una creatività pericolosa senza limiti eccolo inventarsi soprannomi (nickname) sui social per avvicinare la donna. Eccolo diventare un falso prete o addirittura fingersi donna per carpire all’ex compagna - sui social - informazioni. Eccolo inviarle link da siti hard. Una persecuzione a 360° gradi. Telematica e fisica, visto che la seguiva sempre, nonostante lei tentasse di cambiare abitudini, casa e tanto altro. Alla fine questo ultimo processo, in cui i legali Ricciuti e Zappaterra hanno sottolineato l’importanza delle indagini compiute dai carabinieri. Con un approfondimento senza precedenti su tutti i contatti e le utenze che lui usava per collegarsi alla donna. Che aveva interrotto nel 2010 con lui una relazione che andava avanti da quattro anni. E da allora, ricordavano anche ieri i suoi legali, la sua vita è diventata un incubo per molestie e tanto altro, per una vita nel terrore che l’ha portata a cambiare lavoro e città. Una pressione psicologica che ha portato ad aver riconosciuto dal tribunale un disturbo post traumatico da stress, danno biologico permanente e una invalidità dall’ amore malato di lui.
Lui 59 anni costringe lei 44enne da anni al continuo e perenne stato d’ansia. E lei per difendersi con i suoi legali è obbligata ad attivare processi su processi, per la persecuzione che subisce. Il primo tanti anni fa chiuso con un patteggiamento a 1 anno e 6 mesi. Una persecuzione che ha portato lui anche in carcere per aver violato divieti di avvicinamento imposti per stalking. Addirittura nel settembre scorso era stato condannato dal giudice civile a risarcire l'ex compagna con 50mila euro, proprio per tutta la sofferenza che le aveva costretta a sopportare in anni di stalking. Una lezione che non gli è servita (di quei soldi, tra l'altro, finora la donna non ha visto traccia), ma che anzi lo aveva indotto a continuare la persecuzione cominciata 7 anni fa. E allora, ecco che secondo il campo di imputazione lui arrivare a 300 messaggi telefonici in pochi mesi, altri nella sua posta elettronica con fare e dire minacciosi: «Ti ringrazio del male che mi stai facendo, quel male tornerà su di te». E lui, con una creatività pericolosa senza limiti eccolo inventarsi soprannomi (nickname) sui social per avvicinare la donna. Eccolo diventare un falso prete o addirittura fingersi donna per carpire all’ex compagna - sui social - informazioni. Eccolo inviarle link da siti hard. Una persecuzione a 360° gradi. Telematica e fisica, visto che la seguiva sempre, nonostante lei tentasse di cambiare abitudini, casa e tanto altro. Alla fine questo ultimo processo, in cui i legali Ricciuti e Zappaterra hanno sottolineato l’importanza delle indagini compiute dai carabinieri. Con un approfondimento senza precedenti su tutti i contatti e le utenze che lui usava per collegarsi alla donna. Che aveva interrotto nel 2010 con lui una relazione che andava avanti da quattro anni. E da allora, ricordavano anche ieri i suoi legali, la sua vita è diventata un incubo per molestie e tanto altro, per una vita nel terrore che l’ha portata a cambiare lavoro e città. Una pressione psicologica che ha portato ad aver riconosciuto dal tribunale un disturbo post traumatico da stress, danno biologico permanente e una invalidità dall’ amore malato di lui.
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