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I tre uffici delle Poste non chiuderanno  

I tre uffici delle Poste non chiuderanno  

I Comuni di Cento, Voghiera e Masi Torello hanno vinto il ricorso Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e dà ragione ai sindaci

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CENTO. «Davide ha vinto contro Golia». Con queste parole il sindaco di Masi Torello Riccardo Bizzarri ha annunciato la vittoria dei Comuni di Cento, Masi Torello e Voghiera contro Poste Italiane. «Con grande orgoglio, con grande rispetto per tutti i nostri consiglieri comunali (maggioranza ed opposizione uniti), con grande gioia per tutti i cittadini interessati comunico che abbiamo vinto definitivamente la battaglia contro Poste Italiane e gli uffici dunque non chiuderanno: gli uffici di Masi San Giacomo, Reno Centese e Montesanto non chiederanno». La tanto attesa sentenza n. 2616 è arrivata ieri: «Un grazie di cuore va ai nostri avvocati Gianfranco Berti e Sarah Pantanali, un grazie anche a tutta la cittadinanza che ci ha sempre sostenuto e seguito passo a passo e un grazie a tutti gli amministratori», ha aggiunto Bizzarri, riportando anche la soddisfazione di Chiara Cavicchi, primo cittadino di Voghiera
«Ci abbiamo sempre creduto - ha commentato il sindaco di Cento Fabrizio Toselli - e questo risultato, per cui esprimiamo la massima soddisfazione, ci conferma che le battaglie giuste bisogna combatterle fino in fondo. Si tratta di una importantissima vittoria per Reno Centese e per i piccoli paesi: la sentenza riconosce l'importanza di questi servizi per le comunità, un'importanza senza dubbio anche sociale. Già nel 2015, dopo l’annuncio della volontà di chiudere da parte di Poste Italiane, il presidente del Tar di Bologna, Michele Perrelli, aveva emesso una sospensiva dell’ordine di chiusura per le filiali in questione riconoscendo le ragioni del ricorso presentato dal Comune (distanze e territorio rurale) e ritenendo la riapertura ininfluente sullo stato economico di Poste Italiane. Ma la questione è più che aperta e a A luglio 2016 i sindaci vanno avanti presentando il ricorso al Consiglio di Stato. «Sentito anche il parere del legale - aveva detto Toselli - ritengo che ci siano i presupposti per far valere la nostra opposizione alla chiusura. Il ricorso al Consiglio di Stato ci porterà a una soluzione in tempi che possiamo prevedere medio-lunghi, ma la cosa senza dubbio positiva è la possibilità di richiedere una sospensiva sino al pronunciamento». E la sentenza del Consiglio del Stato è finalmente arrivata: “Il consiglio in sede giurisdizionale - si legge nella sentenza - definitivamente pronunciando sull’appello, lo accoglie per le motivazioni e nei termini e accogliendo i ricorsi in primo grado annulla gli atti di chiusura degli uffici postali”. In parole semplici, il Consiglio di Stato ha dato ragione ai sindaci riconoscendo l’errata valutazione dell’antieconomicità portata avanti da Poste Italiane e di insufficiente motivazione da parte della società, alla base dei provvedimenti di chiusura. Insomma, Poste Italiane non ce l’ha fatta dimostrare che quegli uffici andavano chiusi perché non vi è alla base, secondo i giudici, alcuna ragione valida.

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