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Legionella, la replica del Sant'Anna

Legionella, la replica del Sant'Anna

L'azienda ospedaliera precisa: "Prima del ricovero nel reparto dove è stata effettuata la diagnosi di legionellosi polmonare, il paziente ha soggiornato in diversi altri luoghi di cura e presso il suo domicilio. Siamo stati noi a informare la magistratura"

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FERRARA. La segnalazione all'autorità giudiziaria del decesso del paziente è stata "doverosamente effettuata da questa azienda, in quanto luogo dove è avvenuto il decesso, pur rilevandosi che prima del ricovero presso il reparto dove è stata effettuata la diagnosi di legionellosi polmonare, il paziente ha soggiornato in diversi altri luoghi di cura e presso il suo domicilio". Lo precisa, in una nota, l'Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara che mette in evidenza anche il piano adottato  per la valutazione dei rischi sanitari.

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In Emilia-Romagna dei 1.133 casi rilevati in Regione negli ultimi 10 anni (periodo 2005-2014), il 67,8% sono risultati di origine comunitaria, 12,2% associati a viaggi e i casi nosocomiali accertati sono stati 25 (2,2%). Sulla base dei dati sulla diffusione del batterio, e dei metodi previsti in letteratura per la lotta a tale diffusione, informa l'Azienda ospedaliera, sono state elaborate a livello nazionale e regionale linee guida a cui attenersi per la gestione delle problematiche connesse a tale diffusione. I metodi adottati all'ospedale di Cona per il controllo delle legionella, si fa rilevare, sono diversi e integrati.

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