Muore a 24 anni schiacciato dal trattore
di Marcello Pulidori
Il giovane aveva trovato lavoro come operaio agricolo. Era salito sui rostri, il mezzo si è ribaltato e lo ha travolto
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BANDO. Aveva riposto qui, in un appezzamento di terra coltivata, tutti i suoi sogni, i sogni di un ragazzo di 24 anni arrivato da pochissimi giorni a Bando per cercare di migliorare la propria vita. Su questo terreno di via Campello, a Bando, frazione di Argenta, Amed Sifeddine, 24 anni, ha invece trovato la morte. Erano le 18 di ieri. Amed, che anche grazie alla sua serietà (come ci hanno riferito i parenti più stretti) aveva trovato lavoro come operaio agricolo alle dipendenze di un’azienda del posto, si trovava sui rostri del trattore guidato da un collega. Questo almeno stando alle primissime ricostruzioni circa la dinamica dell’infortunio mortale, ricostruzioni ottenute grazie alle testimonianze del datore di lavoro e dei colleghi. All’improvviso, per cause che sono ancora in corso di accertamento da parte della Medicina del lavoro, accertamenti ai quali partecipano anche i carabinieri di Argenta e la polizia municipale ieri immediatamente arrivati sul luogo della tragedia, Amed avrebbe perso l’equilibrio facendo sbilanciare in qualche modo lo stesso trattore e finendo schiacciato dal pesante mezzo che nel frattempo si era ribaltato. Chi ha potuto si è precipitato nelle immediate vicinanze del trattore per cercare di salvare la vita del giovane, ma quando il corpo è stato liberato dalla morsa del mezzo agricolo, per Amed non c’è già più nulla da fare. Stando alle informazioni raccolte sul posto, gli operai stavano spostando con l’ausilio del trattore alcuni pesanti tubi che sarebbero poi stati utilizzati come pompe da innestare nell’acqua di un canale confinante ed irrigare così i terreni. Inutili, purtroppo, sono stati i soccorsi prestati dai colleghi. Il giovane marocchino è spirato pochi attimi dopo. Sul posto sono arrivati in un lampo sia i carabinieri che gli agenti della Municipale, ai quali non è rimasto altro che verificare la morte del giovane. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco del distaccamento di Portomaggiore. Una ricostruzione più accurata, e che dovrà dire l’ultima parola sulle cause di questa morte, è attesa dai rilievi e da quanto stabilirà la Medicina del lavoro di concerto con le forze dell’ordine presenti sul luogo della tragedia. Amed risiedeva a Filo assieme ad alcuni parenti. Ieri pomeriggio i lavoratori marocchini avevano chiesto di poter terminare qualche minuto prima il normale turno, per poter rendere omaggio alla loro festa religiosa più importante, il Ramadan, un periodo sacro per gli islamici durante il quale si devono osservare precise leggi di comportamento privato. Pochi attimi prima quel maledetto infortunio sul lavoro mortale ha interrotto come un incubo il regolare scorrere delle ore di lavoro, assieme alla vita del giovane Amed. Le forze dell’ordine stanno anche verificando se sul luogo di lavoro sussistevano, al momento della tragedia, tutte le condizioni di sicurezza previste dalla legge. Probabilmente per sapere qualcosa di più in questo ambito occorrerà attendere la fine degli accertamenti delle autorità. È molto probabile che, proprio a causa delle modalità e delle condizioni in cui è avvenuta la morte di Amed, venga disposta l’autopsia. Sarà l’autorità giudiziaria a deciderlo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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