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Parà onorario, ultimo dono all’anziano morto nello schianto

Parà onorario, ultimo dono all’anziano morto nello schianto

CASUMARO. La chiesa provvisoria era gremita, ieri alle 15, per le esequie di Franco Bellini, lo sfortunato pensionato di 86 anni, che ha perso la vita in un incidente stradale mentre, a bordo della...

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CASUMARO. La chiesa provvisoria era gremita, ieri alle 15, per le esequie di Franco Bellini, lo sfortunato pensionato di 86 anni, che ha perso la vita in un incidente stradale mentre, a bordo della sua auto, stava percorrendo la Cispadana tra S. Carlo e Dosso.
La nutrita presenza è stata il modo con cui la comunità ha voluto condividere, come segno di solidarietà, il dolore della famiglia e del figlio Gianni. Nel contempo i casumaresi hanno voluto dare l’ultimo saluto ad una persona conosciuta da tutti, assiduo frequentatore di bar e punti di incontro per condividere, con tutti, momenti di socializzazione e di quel modo di assaporare il piacere di stare insieme che è tipico delle piccole comunità.
In paese per tutti era “Bellini” identificato solo con il cognome fin da quando era ragazzo e così poi rimasto. «Chi è cresciuto da queste parti - ha detto don Marco Ceccarelli nell'omelia - ha il carattere forgiato dal modo di vivere rurale, e Franco non si differenziava certo. Era però un uomo che ti dava il cuore, nella sua vita ha cercato Gesù e ci teneva molto. Nelle processioni portava lui il crocefisso incurante del peso. Ci teneva a questo compito. Una persona importante e vera. Voi che lo conoscete meglio sapete cosa chiedere per lui nel suo passaggio nell'altro mondo». Tra i presenti al rito funebre anche una rappresentanza dell'associazione paracadutisti sezione di Ferrara che hanno voluto esprimere un ricordo. «Franco Bellini - ha detto Maurizio Grazzi - era un ragazzo quando il 20 aprile del 1945 vide un lancio di paracadutisti, della Folgoro, sulle truppe tedesche in questa zona. Due li vide morire, sotto i colpi dell’artiglieria, e questo fatto gli rimase impresso e riuscì, grazie al suo impegno, a far mettere una lapide nella tenuta S. Andrea, che ricorda i nomi dei due parà caduti. Per questo lo abbiamo fatto paracadutista onorario ma purtroppo, la sua tessera mi è arrivata insieme alla notizia della sua scomparsa e la doniamo al figlio».
Giuliano Barbieri

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