Per Nuova Carife ipotesi d’intesa sull’integrativo
Chi accetta ottiene in busta paga l’80% delle voci tagliate Oggi la versione definitiva e le firme delle sigle sindacali
2 MINUTI DI LETTURA
L’ipotesi di accordo per sostituire il contratto integrativo di Nuova Carife, che scongiura un conflitto sindacale alla vigilia del perfezionamento della vendita della banca a Bper, è stato sostanzialmente raggiunto e, novità delle ultime ore, potrebbe non essere sottoposto all’approvazione dell’assemblea bensì a quella di ogni singolo lavoratore. La firma di ogni dipendente al quale è stata intestata una delle oltre 400 lettere di diffida inviate all’azienda nelle scorse settimane, infatti, risulta essere la condizione per evitare una deriva giudiziaria della vertenza. «Sia inteso che ogni collega può decidere di firmare l’accordo oppure no, in questa maniera rinunciando a quanto previsto, e andare quindi in causa» chiarisce Filippo Mascina, responsabile aziendale Fabi. Diverse sigle sindacali, tra le quali appunto la Fabi, hanno tra l’altro già ottenuto dai loro iscritti il mandato di chiudere al meglio l’intesa.
Al di là della formulazione dettagliata dell’accordo, per la quale serviranno altri giorni di taglia e cuci, la sostanza è questa: nella busta paga dei dipendenti Nuova Carife tornano le voci economiche risalenti all’integrativo soppresso nei mesi scorsi, e in qualche maniera consolidate nella retribuzione nazionale, nella misura dell’80%, più benefici accessori come buoni pasto e polizza sanitaria. Poichè la banca ferrarese è destinata alla fusione con Bper, presumibilmente entro l’anno, è stato studiato un meccanismo complesso di rientro di queste voci su quanto previsto dal contratto integrativo della banca modenese. L’obiettivo è di arrivare, attraverso due percorsi ancora da affinare nei particolari, ad armonizzare le posizioni contrattuali dei dipendenti Nuova Carife e Bper nel giro di due anni. Le voci sono uguali per tutti i dipendenti, ma su quelli in esodo non emergenziale incideranno anche sul calcolo della futura pensione.
Sul contenuto c’è l’intesa di massima da parte delle sigle presenti al tavolo (Fabi, Cgil, First, Uil e Ugl) e della delegazione aziendale guidata dall’ad Giovanni Capitanio, con la presenza intermittente e silenziosa degli emissari Bper, ma solo oggi sarà pronto il testo definitivo per le firme e i dettagli contano. L’ultima tornata della trattativa è stata lunghissima, avendo occupato l’intera giornata di lunedì, dalle 9 fin quasi a mezzanotte. I sindacati erano entrati in trattativa con l’intendimento di tener fermo il paletto del 100%, con l’azienda a proporre poco più del 50%, le posizioni si sono avvicinate solo nelle ultime battute.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al di là della formulazione dettagliata dell’accordo, per la quale serviranno altri giorni di taglia e cuci, la sostanza è questa: nella busta paga dei dipendenti Nuova Carife tornano le voci economiche risalenti all’integrativo soppresso nei mesi scorsi, e in qualche maniera consolidate nella retribuzione nazionale, nella misura dell’80%, più benefici accessori come buoni pasto e polizza sanitaria. Poichè la banca ferrarese è destinata alla fusione con Bper, presumibilmente entro l’anno, è stato studiato un meccanismo complesso di rientro di queste voci su quanto previsto dal contratto integrativo della banca modenese. L’obiettivo è di arrivare, attraverso due percorsi ancora da affinare nei particolari, ad armonizzare le posizioni contrattuali dei dipendenti Nuova Carife e Bper nel giro di due anni. Le voci sono uguali per tutti i dipendenti, ma su quelli in esodo non emergenziale incideranno anche sul calcolo della futura pensione.
Sul contenuto c’è l’intesa di massima da parte delle sigle presenti al tavolo (Fabi, Cgil, First, Uil e Ugl) e della delegazione aziendale guidata dall’ad Giovanni Capitanio, con la presenza intermittente e silenziosa degli emissari Bper, ma solo oggi sarà pronto il testo definitivo per le firme e i dettagli contano. L’ultima tornata della trattativa è stata lunghissima, avendo occupato l’intera giornata di lunedì, dalle 9 fin quasi a mezzanotte. I sindacati erano entrati in trattativa con l’intendimento di tener fermo il paletto del 100%, con l’azienda a proporre poco più del 50%, le posizioni si sono avvicinate solo nelle ultime battute.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
