Porto Tolle, nuove idee per la Centrale
PORTO TOLLE. Sono tre le proposte progettuali giunte a Enel per il recupero dell’ex centrale termoelettrica di Polesine Camerini e che sono al vaglio di una Commissione che, nelle prossime settimane...
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PORTO TOLLE. Sono tre le proposte progettuali giunte a Enel per il recupero dell’ex centrale termoelettrica di Polesine Camerini e che sono al vaglio di una Commissione che, nelle prossime settimane composta da Enel, Comune di Porto Tolle, Regione e un docente del Politecnico di Milano. La società al momento, non si sbottona sul dettaglio delle ipotesi di ristrutturazione, né sulle cordate che le sostengono, limitandosi a sostenere che si tratta di «realtà imprenditoriali di livello nazionale» Le idee pervenute riguardano genericamente i settori turismo, intrattenimento, agroalimentare, ittico. «L’elemento comune delle proposte - sottolinea Enel nella nota ufficiale - è la volontà di valorizzare l’area e parte delle strutture già esistenti, vestendole di funzioni completamente nuove all’insegna della sostenibilità». Un tema quest’ultimo su cui enti locali e forze sociali territoriali chiederanno approfondimenti, soprattutto per quanto riguarda la bonifica dell’area, oltre due milioni di metri quadri nel cuore del Parco del Delta del Po, con uno stabilimento che, avviato nel 1980 e chiuso ufficialmente nel 2015, ha garantito circa il 10 per cento del fabbisogno elettrico nazionale, nel periodo di picco produttivo a fine Anni ‘90. Investimenti tra i 70 e i 150 milioni di euro, dai 400 agli 800 nuovi posti di lavoro e il coinvolgimento per il 60% di imprese locali nello smantellamento. Intanto il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan chiede a Enel di mantenere impegno e presenza nella questione della centrale che dopo 25 anni e con un contributo fino al 10% del fabbisogno energetico nazionale, ha chiuso i battenti nel 2015.
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