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Sul posto la sorella straziata dal dolore

Sono all’incirca le 19,15 quando da un’automobile spunta la sorella di Amed. Piange, qualcuno dei familiari deve averle fatto capire cosa è accaduto. La giovane donna percorre a piedi il centinaio di...

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Sono all’incirca le 19,15 quando da un’automobile spunta la sorella di Amed. Piange, qualcuno dei familiari deve averle fatto capire cosa è accaduto. La giovane donna percorre a piedi il centinaio di metri, forse pochi di più, che separano via Campello dalla stretta strada poderale su cui si è consumata la tragedia. Quando la donna arriva a pochi metri dalla sagoma coperta da un lenzuolo del fratello morto, scoppia un urlo terrificante accompagnato da scene di dolore che si possono ben immaginare. Sorretta da alcuni parenti, la donna riesce soltanto a pronunciare poche parole: «Amed era una persona straordinaria, buona». Poi l’italiano lascia il posto alla lingua madre e la donna trova quello che può essere un conforto nelle braccia di un parente che la accompagna passo passo. Intanto anche altri familiari di Amed arrivano, sui loro volti i segni di un dolore che non si potrà cancellare e di una tragedia ancora troppo vicina per poter essere soltanto diluita nei ricordi.

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