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E a Cona si ipotizza il procurato allarme 

E a Cona si ipotizza il procurato allarme 

Dall’azienda sanitaria la segnalazione all’autorità giudiziaria. I campionamenti eseguiti ogni tre mesi

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Nuova inchiesta su una sospetta morte per legionella. Un’altra vicenda giudiziaria innescata da una comunicazione della stessa azienda Sant’Anna dove - ai margini della nota trasmessa ieri in replica alla notizia sulla morte di Mendes Bergamini - si ipotizzava un «procurato allarme senza precedenti» per l’associazione della legionella all’ospedale che potrebbe minare la fiducia di migliaia e migliaia di pazienti. Rimanendo alle formalità nella nota, l’azienda ospedaliera spiega che «a seguito di decesso per qualsiasi evento sentinella si procede alla segnalazione all’autorità giudiziaria di ogni caso». Così è avvenuto per la morte di Mendes Bergamini. «Segnalazione doverosamente effettuata dall’azienda, in quanto luogo dove è avvenuto il decesso, pur rilevando che prima del ricovero presso il reparto dove è stata effettuata la diagnosi di legionellosi polmonare, l’anziano paziente ha soggiornato in diversi altri luoghi di cura (l’ospedale di Cento, ndr) e presso il suo domicilio». Insomma, l’indagine dovrà dimostrare come e dove vi sia stato il contagio. Contagio che - analizza la nota del S. Anna, per quanto riguarda la casistica in regione (dati Assessorato Salute) - accomuna 1.133 casi rilevati «negli ultimi 10 anni (periodo 2005-2014), il 67,8% dei quali risultati di origine comunitaria, 12,2% associati a viaggi; i casi nosocomiali accertati sono stati 25 (2,2%)». E proprio sulla base dei dati sulla diffusione del batterio e dei metodi per la lotta alla diffusione, da tempo sono state elaborate linee guida cui tutte le strutture sanitarie si debbono attenere: Sant’Anna di Cona prima tra tutte. Proprio al S. Anna - spiegano nella nota - l’analisi del rischio è stata condotta osservando criteri ben precisi e classificando le aree ospedaliere per questi livelli di rischio. E chi controlla? «In ogni edificio e piano sono stati identificati punti prelievo (Water safety plan) presso sui effettuare i campionamenti». In ciascun punto è prelevata acqua di rete fredda e calda, con o senza scorrimento, in base alla sede e all’analisi del rischio. E complessivamente sono stati identificati 115 punti di campionamento. Dunque controlli e controlli in tutto l’ospedale. Con un piano che prevede controllo dei punti Wsp nell’arco di un biennio come accaduto nel 2012-2013 e 2014-2015. Fino al 2015, la cadenza dei controlli è stata semestrale. Per il biennio 2016-2017 l’effettuazione dei campionamenti è trimestrale (marzo, giugno, settembre, dicembre), come suggerito anche dalle linee guida nazionali. Sul sito dell’azienda i dati vengono puntualmente pubblicati. E potrebbero contribuire a chiarire alcuni aspetti legati alla vicenda segnalata alla magistratura.

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