«Le imprese sono stanche di non essere ascoltate»
Bocciato il nuovo codice degli appalti che inceppa i bandi di gara pubblici Bellotti: «Difficile dialogare con la politica quando le decisioni sono già prese»
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Basta con i progetti che corrono sopra le teste degli imprenditori, stop a quei percorsi decisionali che non coinvolgono in maniera adeguata le aziende. C’è un richiamo piuttosto aspro, rivolto anzitutto alle istituzioni del capoluogo, a emergere con nettezza durante la presentazione alla stampa del nuovo presidente provinciale della Cna, Davide Bellotti. Lo scorso 11 maggio è avvenuta la sua elezione e con il resto della giunta (composta da Roberto Bonora, Claudio Marzola, Matteo Fabbri, Federica Bordin e dall’ex presidente Alberto Minarelli) resterà in carica per quattro anni. Però il tempo davanti è relativamente breve se è vero che «Ferrara ha bisogno di fare uno scatto per crescere», come dicono dai vertici dell’associazione di via Caldirolo.
«Noi la faccia ce la mettiamo – scandisce Bellotti – e siamo pronti a un’assunzione di responsabilità, anche riconoscendo i nostri errori e rimediando con dei correttivi. Tuttavia va riconosciuto il ruolo delle imprese, sono loro a manifestare esigenze e soluzioni. È da qui che bisogna partire. Si fa fatica purtroppo a instaurare un dialogo con la politica se le decisioni sono già state assunte, il rischio è di praticare percorsi irrealizzabili. Non abbiamo voglia di polemica sterile, però c’è stata una mancanza di interlocuzione».
Non si nasconde in casa Cna l’irritazione per il nuovo codice degli appalti lanciato dal governo che ha inceppato i bandi di gara per i lavori pubblici. «Serve chiarezza, non chiediamo privilegi di alcun tipo», precisa il neopresidente.
Per il direttore Diego Benatti «è fondamentale costruire un ambiente più favorevole alle imprese, qui abbiamo una classe imprenditoriale all’altezza delle sfide e non mancano le eccellenze». Risorse da far risplendere grazie a sburocratizzazione, tassazione agevolata, seria lotta all’abusivismo e con l’obiettivo, tramite opere di digitalizzazione e in fibra ottica, di avere più garanzie per ciò che riguarda la sicurezza delle imprese, danneggiate da numerosi furti ultimamente. Cna punta sulla creazione di reti d’azienda e anche di piattaforme operative con le altre associazioni di categoria.
Sempre privilegiato il rapporto sinergico tra pubblico e privato. Le buone pratiche ci sono: nel Comacchiese, non a caso terra d’attività imprenditoriale di Bellotti. Progetti come Ricava, per la ristrutturazione e la rimessa sul mercato degli immobili, grazie a un lavoro di squadra tra aziende dell’edilizia, banche e incentivi pubblici. Oppure nel campo del turismo, abbinando patrimonio culturale a commercializzazione. Invece a Ferrara si stenta.
«Non basta avere belle mostre – dice Bellotti -, servono 365 giorni all’anno di promozione e pubblicità. Sono le aziende a doverlo fare, con servizi di natura integrata e di accoglienza turistica. E spalle robuste per stare sul mercato».
Intanto qualcosa si muove. Su un campione di 876 imprese associate, nel giro di un anno l’occupazione è cresciuta del 3,1% e la produzione del 2,1%, anche se nel comparto artigiano solo dello 0,6%. D’altronde il problema del credito prosegue specie per i piccoli imprenditori: -3,2% di prestiti, mentre per le grandi aziende siamo a un +1%. «Anche il credito al consumo delle famiglie è tornato ad aumentare – sostiene Benatti -. Serve rifinanziare i consorzi di garanzia e soprattutto ridare benzina alle imprese. Siamo ancora distanti dalla crescita che c’è nel resto della regione: qui le realtà artigiane continuano a calare: erano 10.600 nel 2008, ora sono 8.900».
Fabio Terminali
«Noi la faccia ce la mettiamo – scandisce Bellotti – e siamo pronti a un’assunzione di responsabilità, anche riconoscendo i nostri errori e rimediando con dei correttivi. Tuttavia va riconosciuto il ruolo delle imprese, sono loro a manifestare esigenze e soluzioni. È da qui che bisogna partire. Si fa fatica purtroppo a instaurare un dialogo con la politica se le decisioni sono già state assunte, il rischio è di praticare percorsi irrealizzabili. Non abbiamo voglia di polemica sterile, però c’è stata una mancanza di interlocuzione».
Non si nasconde in casa Cna l’irritazione per il nuovo codice degli appalti lanciato dal governo che ha inceppato i bandi di gara per i lavori pubblici. «Serve chiarezza, non chiediamo privilegi di alcun tipo», precisa il neopresidente.
Per il direttore Diego Benatti «è fondamentale costruire un ambiente più favorevole alle imprese, qui abbiamo una classe imprenditoriale all’altezza delle sfide e non mancano le eccellenze». Risorse da far risplendere grazie a sburocratizzazione, tassazione agevolata, seria lotta all’abusivismo e con l’obiettivo, tramite opere di digitalizzazione e in fibra ottica, di avere più garanzie per ciò che riguarda la sicurezza delle imprese, danneggiate da numerosi furti ultimamente. Cna punta sulla creazione di reti d’azienda e anche di piattaforme operative con le altre associazioni di categoria.
Sempre privilegiato il rapporto sinergico tra pubblico e privato. Le buone pratiche ci sono: nel Comacchiese, non a caso terra d’attività imprenditoriale di Bellotti. Progetti come Ricava, per la ristrutturazione e la rimessa sul mercato degli immobili, grazie a un lavoro di squadra tra aziende dell’edilizia, banche e incentivi pubblici. Oppure nel campo del turismo, abbinando patrimonio culturale a commercializzazione. Invece a Ferrara si stenta.
«Non basta avere belle mostre – dice Bellotti -, servono 365 giorni all’anno di promozione e pubblicità. Sono le aziende a doverlo fare, con servizi di natura integrata e di accoglienza turistica. E spalle robuste per stare sul mercato».
Intanto qualcosa si muove. Su un campione di 876 imprese associate, nel giro di un anno l’occupazione è cresciuta del 3,1% e la produzione del 2,1%, anche se nel comparto artigiano solo dello 0,6%. D’altronde il problema del credito prosegue specie per i piccoli imprenditori: -3,2% di prestiti, mentre per le grandi aziende siamo a un +1%. «Anche il credito al consumo delle famiglie è tornato ad aumentare – sostiene Benatti -. Serve rifinanziare i consorzi di garanzia e soprattutto ridare benzina alle imprese. Siamo ancora distanti dalla crescita che c’è nel resto della regione: qui le realtà artigiane continuano a calare: erano 10.600 nel 2008, ora sono 8.900».
Fabio Terminali
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