Emergenza sfratti, a Ferrara più richieste
L’Unione inquilini: «Fallimentari le politiche della Regione. Si vuole smantellare l’edilizia pubblica»
FERRARA. Ferrara non sorride quanto ad emergenza sfratti. I dati che arrivano dal ministero dell’interno danno l’idea di una provincia in cui l’allarme è sentito, e non poco. Il tutto mentre la Regione Emilia-Romagna il 31 maggio ha approvato le nuove regole per gli affitti degli alloggi popolari che d’ora in poi terranno conto sia del reddito degli inquilini che del valore degli immobili, con la possibilità di aumentare il canone col passare degli anni. Le richieste di esecuzione presentate nel 2016 in regione sono state ben 15.760, con crescite significative, come si accennava, soprattutto a Ferrara e nella sua provincia.
In questo ambito prende posizione l’Unione degli inquilini che sottolinea soprattutto «che nei dati non viene conteggiato chi decide di abbandonare prima l’abitazione e che decine di sfratti sono stati rinviati per l’intervento di altri organismi. Le politiche della Regione - dice ancora l’Unione inquilini - sono fallimentari. In particolare si registra uno squilibrio a favore dello smantellamento della edilizia pubblica nei confronti di quella privata e del profitto». E sempre l’ultimo giorno di maggio è stata varata una riforma per il calcolo degli affitti negli alloggi Erp. Secondo le nuove regole approvate dalla giunta regionale, dall’1 ottobre il canone diventerà “oggettivo” e sarà basato oltre che sul reddito degli inquilini, calcolato tramite Isee (l’Indicatore Sociale Economico Equivalente), anche su altri fattori come, ad esempio, metratura, caratteristiche della casa e zona in cui si trova, con regole uguali in tutta la regione.
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