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I treni tornano a Migliaro Ma per essere riparati 

I treni tornano a Migliaro Ma per essere riparati 

Grazie agli Amici della linea Suzzara-Ferrara le littorine troveranno nuova vita Martedì le automotrici abbandonate nel dopoguerra arriveranno alle Officine

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MIGLIARO. Le automotrici, conosciute popolarmente come “littorine” tornano sui binari grazie agli Amici della Suzzara-Ferrara. Un trasporto eccezionale partirà da Torino alla volta di Ferrara il 5 giugno e arrivano il 6 giugno a Migliaro per la riparazione alle Officine.
Furono un successo commerciale della Fiat Ferroviaria, rotabili che a fine degli anni ‘30 abbatterono i costi di esercizio e soprattutto migliorarono la velocità dei treni. La Ferrovia Suzzara-Ferrara fu tra le prime “private” a dotarsi di 4 automotrici a 72 posti, e come tali identificate come Automotrici Leggere a nafta (ALn72). Con preveggenza rispetto ai tempi, la Ferrovia investì in formazione, ed ebbe per quasi un anno un ingegnere della Fiat a Sermide per istruire diverse generazioni di meccanici e macchinisti a condurre i nuovi mezzi. Sempre nella stessa ottica di autosufficienza culturale e tecnica, la Ferrovia si costruì in casa una rimorchiata per automotrici, divenute il desiderio di tutti i viaggiatori.
Nonostante la trasformazione per alimentazione ad autarchico metano, le automotrici vennero ritirate dal servizio nei primi anni di guerra. Nel 1943 la Ferrovia Suzzara-Ferrara finì sotto il controllo del Genio Ferroviario Germanico, che le adibì al trasporto delle proprie truppe.
Alla fine della guerra, le 4 automotrici furono abbandonate in diversi siti lontano dai binari sociali e ridotte allo stato di relitto, anche per depredamento da parte della popolazione civile.
Approfittando della particolare situazione venutasi a creare nel primo dopoguerra, la Ferrovia acquistò due littorine residuati bellici dalle Ferrovie dello Stato. Le Officine fecero miracoli e le “nuove” automotrici ripresero a muoversi, dapprima sui binari della Suzzara-Ferrara e poi spingendosi fino a Mantova e Parma.
Dopo un lunghissimo periodo di intenso uso, le automotrici furono gradualmente sempre meno usate fino all’accontamento definitivo. La ALn56.136 fu adocchiata dal “Gruppo Amici Treno Torino” (Gatt), che l’acquistò funzionante. L’Associazione “Amici della Ferrovia Suzzara-Ferrara” ha raccolto negli ultimi anni reperti e tutta la documentazione cartacea legata alla Ferrovia Suzzara-Ferrara, incluso il recupero di locomotori e locomotive. Grazie alla sensibilità del Gatt, l’automotrice è stata venduta all’Associazione, che ha deciso di riportarla a Ferrara. A Migliaro è sito uno stabilimento specializzato in riparazione di rotabili ferroviari (Officine di Migliaro, srl), che la ospiterà e provvederà alle prime urgenti necessità, che non mancano. Il Museo Ferroviario Piemontese ha provveduto ad un primo accurato maquillage protettivo per il rotabile, che giungerà a Ferrara il 6 Giugno attorno alle ore 10.

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