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Pajdek, processo assicurato “Nuova” custodia cautelare 

Pajdek, processo assicurato “Nuova” custodia cautelare 

Il provvedimento per le rapine del 2015 era sospeso da ottobre Ieri la notifica in carcere, è imputato insieme a Ruszo e al latitante Igor

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C’è voluto tempo e pazienza, ma alla fine la procura di Ferrara è riuscita a districarsi nel labirinto delle rogatorie internazionali e blindare il processo a carico di Ivan Pajdek, già condannato a 30 anni per il delitto Tartari e ora di nuovo a giudizio per le violente rapine dell’estate del 2015.
Ieri è stata notificata a Pajdek, in carcere a Modena, l’ordinanza di custodia cautelare per i fatti di Mesola, Coronella e Villanova di Denore. In realtà il provvedimento risale all’ottobre del 2016 e, oltre a Pajdek, riguardava Patrick Ruszo (suo complice nell’omicidio Tartari e condannato in primo grado all’ergastolo) e Norbert Feher/Igor il Russo, non ancora diventato il killer fuggitivo ma già irreperibile. Però l’ordinanza, nel caso di Pajdek, era stata sospesa perché mancava l’estensione del mandato di arresto europeo (Mae) eseguito nell’autunno del 2015 dopo l’aggressione mortale al pensionato di Aguscello.
Quando Pajdek era stato infine catturato in Slovacchia, era stato applicato il principio di specificità, così che l’ estradizione in Italia era collegata esclusivamente all’omicidio di Aguscello. Dunque per poter processare l’arrestato per le rapine era necessario “ampliare” il mandato di arresto europeo. Fin dall’ottobre scorso la procura ferrarese si era infatti attivata avanzando una richiesta di rogatoria all’autorità giudiziaria slovacca che, a sua volta, ha intrapreso le necessarie procedure. Un iter che si è concluso solo il 30 maggio quando, attraverso il Ministero della Giustizia, è stata inoltrata la risposta della magistratura slovacca con un provvedimento ad hoc per consentire di processare Pajdek anche per le rapine.
Nell’arco di dieci giorni, tra il luglio e l’agosto del 2015, la banda Pajdek seminò il terrore con assalti brutali in casa, a scopo di rapina. Un crescendo di violenza che culminò il 9 settembre di quell’anno, con la tragedia di Aguscello seguita, poche settimane dopo, dall’arresto di Ivan Pajdek, Patrik Ruszo e Constantin Fiti. Furono le dichiarazioni dello stesso Pajdek e successivamente anche di Ruszo a permettere di far luce sul colpi precedenti, non solo confessando la propria responsabilità, ma chiamando in causa anche Igor Il Russo, assente ad Aguscello, ma con un ruolo di primo piano nelle rapine brutali di Villanova, Mesola e Coronella.
Le successive indagini, coordinate dal pm Giuseppe Tittaferrante, consentirono di scoprire - fin dalla primavera dello scorso anno - che Igor Il Russo era in realtà Norbert Feher Il Serbo. E ancora una volta le procedure non giocarono a favore delle indagini. Perché la condizione di irreperibile (e non di latitante) di Feher non rese possibile l’attività di intercettazione voluta dalla procura, che forse avrebbe cambiato molte cose. E forse avrebbe portato Igor/Norbert a essere sul banco degli imputati, il 13 luglio prossimo, insieme ai suoi complici.
Alessandra Mura

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